Pubblicato in: diario di una maestra, maestra in viaggio, vita privata di una maestra

Diario di una non vacanza- Hey…vai!

C’è il non compleanno e la non vacanza. Nel primo caso si può festeggiare 364 giorni l’anno e nel secondo…330 (ebbene sì abbiamo solo 34 giorni). Nel mio caso una serie di sfortunati eventi, Covid incluso, hanno portato all’inevitabile situazione attuale di non poter viaggiare all’estero come un tempo. Distutta? Disperata? Potrei dire casomai un tantino seccata, ma nemmeno troppo.

Il mio può sembrare un patetico tentativo di vedere il bicchiere mezzo pieno, e forse magari un po’ lo è, ma in realtà non sono una che riesce a star ferma nemmeno quando la canicola e l’allerta meteo mi obbligano tra le quattro mura (potrei uscire si, ma per lamentarmi del caldo e subirmi il nervoso no grazie). In questi giorni di caldo, studio, guerra, crisi climatica, aumento prezzi, ricerca costante di compromesso tra realtà ed esigenze, sconto della pena che mi sono autoinflitta studiando per un master, ho riscoperto Heygo.

Cosa mai sarà HEYGO?

E’ un sito principalmente, ma anche la sua app, per visitare luoghi in tutto il mondo con guide esperte, comodamente dal divano di casa tua con condizionatore o ventilatore puntato contro. Se poi sei “pezzente” come la maggior parte degli italiani, anche se appartenenti alla categoria “privilegiata” degli insegnanti, è perfetto. Ovviamente sto scherzando, ma la crisi morde e questo è innegabile, quindi occorre trovare un buon compromesso.

Certo, non è la stessa cosa, essere sul posto è ben differente, eppure non mi è dispiaciuto e, fatto il primo viaggio, non sono più riuscita a fermarmi.

Siete già pronti con gelato in stecco preso dal frigo, bibita fredda e ventilatore/condizionatore? Ecco, prima di proseguire vi devo avvertire (oh ho fatto una rima), è tutto in lingua Inglese! Se l’inglese non vi spaventa e ve la cavate , Heygo vi darà molte soddisfazioni, se invece non ci acchiappate proprio…cominciate a studiarlo che almeno non vi perdete queste belle cose dalla rete. Per studiare Inglese vi consiglio la guida Assimil, metodo certificato e ottimo per imparare qualsiasi lingua, almeno le basi. il mio compagno ha comprato l’Assimil di russo, in tempi non sospetti, ed in un anno ha acquisito almeno le basi…anche se poi è arrivata la Pandemia, ora la guerra e addio san Pietroburgo e l’Ermitage.

Ma come funziona Heygo?

Anzitutto occorre sapere che Heygo funziona sia via web, attraverso il suo sito https://www.heygo.com/home sia via app disponibile per Android e IOS. Onestamente l’app l’ho trovata ben fatta, ma lo schermo più grande offre indiscutibili vantaggi.

In secondo luogo sappiate che ci si deve registrare! Niente di che, la registrazione è totalmente gratuita.

Una volta registrati si controllano i tour disponibili o ci si può prenotare per i tour previsti nei giorni e orari successivi. La prenotazione non è obbligatoria e a molti tour ho partecipato senza prenotarmi.

Prima dell’orario stabilito arriva un remind (una mail di promemoria) che ti ricorda la prenotazione. Non puoi partecipare per impegni sopraggiunti o perché non ne hai più voglia? Nessun problema, non partecipi e basta, è sufficiente non collegarsi ad Heygo.

Partecipi? Benissimo! Il tour è completamente in STREAMING, quindi sappiate che serve una buona connessione, ed è in diretta con una guida locale, amatoriale o no, ma comunque del luogo che parla esclusivamente inglese (quando dico ai bimbi che l’inglese apre molte porte…).

Hai visto un altro tour che ti interessa di più ed al momento è disponibile? Va bene uguale, in ogni caso basta cliccare su JOIN e ti ritroverai nel tour.

CARTOLINE– ebbene si, potete prendere delle cartoline! Non si comprano, sono gratuite e virtuali! Ma la cosa più bella, almeno per me, è che sei tu a prenderle! Con l’apposito pulsantone a prova di analfabeta digitale puoi catturare il panorama che la guida sta mostrando. La cartolina apparirà nell’apposita sezione “postcard” già immessa in una cartella con il nome del tour, ma volendo, al momento della cattura, puoi aggiungere delle note, condividerla (share) oppure no. La cartolina viene catturata senza chat nè altro, proprio come una vera cartolina.

CHAT– C’è la chat per ogni tour! Attraverso quella puoi fare domande alla guida, commentare, chiedere magari di fermarsi per farti prendere l’immagine che vuoi oppure contribuire con conoscenze tue. Ovviamente si richiede educazione e cortesia.

LEAVE A TIP– puoi lasciare un contributo economico o no, a seconda del tuo gusto o disponibilità economica, nessuno ti viene a dir nulla se non lo lasci. Ti chiederà ogni volta se vuoi lasciare e basta oppure lasciare un contributo. Non sei obbligato.

Ricordati che puoi lasciare il tour in qualsiasi momento, nessuno ti dirà nulla! Ti arriveranno via mail suggerimenti per altri tour in base a quello cui hai partecipato, ma nulla più. Insomma Heygo è stata una bella scoperta per me, consolatoria in parte e non lo nego, e se anche non sostituisce un viaggio vero e proprio, mi permette comunque di segnarmi eventuali mete che potrei un domani decidere di visitare. Diciamo che lo prendo come un assaggio di quello che potrebbe aspettarmi in futuro.

Ma veniamo al dunque! Sapete oramai, e se non lo sapete ve lo dico, che sono una che ama disegnare. Non mi sbatto a disegnare cose realistiche o che, ma mi piace lo urban sketching…anzi, il quick sketching direi, ossia disegni veloci che rendono l’idea senza essere dettagliati. Ho voluto combinare lo urban (indicante città e luoghi abitati) e il quick (veloce) per completare il mio diario disegnato (sketch journal), quest’ultimo è un’idea dell’artista Emanuela Taglietti, amministratrice del gruppo privato di facebook Disegnamo insieme! Chi c’è c’è! Dopo qualche tempo mi ero resa conto che il mio diario stava diventando solo un diario alimentare e scolastico disegnato e la cosa mi stava mettendo una tristezza infinita. Questo merita un approfondimento a parte, tornando all’argomento in questione invece, l’introduzione dei tour di Heygo mi hanno dato quella ventata piacevole che ha arricchito, non senza soddisfazione, il mio diario. Alcuni giorni (e tour) di luglio li vedete già in questo articolo.

Ho preso le cartoline che mi piacevano di più ed ho disegnato, nulla di più, in un rettangolino della grandezza di 3×5 cm senza pensare al “verrà bene? E’ bello? Piacerà? Si capisce?”, il diario è per me, mica per gli altri. Ebbene, proprio disegnando ho capito appieno il significato della componente emozionale nei viaggi.

Vero, lo so, non è un viaggio reale, ma la diretta streaming, il prendere le cartoline, il chattare mentre guardi dei luoghi, attiva una qualche componente emotiva che poi ti lascia una sensazione piacevolissima come se in quel luogo ci fossi stato sul serio, e quando disegni da una cartolina presa dal tour, lo senti.

Ma io non so disegnare!

E chissene! Non è maleducazione, è che tutti partono dal “non so fare” per poi rimproverare i bambini accusandoli di pigrizia quando questi dicono la stessa cosa senza nemmeno averci provato. Invece di partire dal “non so disegnare”, partite dal “massi dai, proviamoci” e buttate lì quattro figure geometriche che ricordano il paesaggio, due righette ed una nuvola per gli alberi e degli sticky man…mica dovete esporre al Guggenheim no? Se non vi va di di disegnare è altro discorso, ma siate onesti e ammettete “a me non piace” o “non mi va di disegnare”, nessuno vi giudicherà per questo.

E dopo questo articolo che sembra più un diario, quale è tutto sommato, vi lascio con qualche sketch veloce preso dalle mie cartoline dal tour di Oxford, sempre su Heygo.

A presto la vostra

Maestra viaggiatrice (virtuale)

sempre più imperfetta

Tour per le famose e storiche Facoltà di Oxford

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Autore:

Sono una giovane maestra (giovane come anni di insegnamento, non come età...ma è relativo). Insegno arte, musica, inglese e tecnologia, ma non posso escludere che in futuro non mi trovi ad insegnare altro. Ho trovato nella scuola dove insegno colleghi simpatici e collaborativi, un ambiente famigliare e attivo che continua a fornire stimoli culturali cui attingo a piene mani. La mia gratitudine è a loro ed a tutti gli insegnanti di qualsiasi ordine e grado che hanno contribuito e contribuiscono, senza saperlo, a rendermi quella che ritengo di essere oggi...una maestra consapevole.

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