Non è una provocazione, è realtà! Quando inizi come docente sei pieno di entusiasmo, come è normale che sia, ed hai millemila idee, ma poi ti assegnano più di una materia ed ecco che il tempo stringe e dalle 24 ore, tolte le 4 o 5 di lezione giornaliera (parlo per la primaria), sfamare la famiglia (contiamo un’ora tra preparare, mangiare e sparecchiare), pulire un poco casa e qualche commissione, dormire almeno 6 ore (sarebbe meglio 8 ma finiscono per essere almeno 6)…il tempo per preparare lezioni e schede è sempre troppo poco.

Le idee magari le hai, ma ordinarle e dar loro forma e tradurle nella pratica non è immediato ed ecco che, dopo tre ore passate a fissare il monitor nemmeno fosse l’oracolo supremo, ti risolvi a cercare risorse già fatte su pinterest o altri siti di docenti che (vorrei davvero sapere come), hanno creato cose bellissime.
Ecco, a me capita che a volte ho idee ma non ho il tempo di metter giù o abbozzar qualcosa, altre ho il tempo e la voglia ma non ho le idee. Risultato? La pigrizia del docente! Chissene e vado su pinterest!

Mi dovrei vergognare? Inizialmente avevo anche pensato che forse avrei dovuto farlo, ma alla resa dei conti tengo presente sempre poche ma semplici e utili cose che mi aiutano ad affrontare i mille dubbi sul mio valore, che si tramutano in masturbazioni mentali degne di un poeta romantico ottocentesco, o di un filosofo volendo:
1- sono un essere umano! Non sono perfetta, sono fallibile, non posso sapere tutto!
2- Ho dei limiti, li accetto! La creatività e l’ispirazione a volte mi abbandonano per mesi e poi improvvisamente tornano…devo farne una malattia? No! Vivo la mia vita prendo quel che viene!
3. Ho bisogno di un poco di tempo per farmi i cavolacci miei! Non parlo solo di dedicarsi alle proprie passioni extrascolastiche sia chiaro, ma anche semplicemente oziare sul divano (hon comporta scomunica). Se è vero che una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta…è anche vero che una vita senza qualche minuto di pace e ozio porta a problemi psichiatrici a lungo andare (non da ricovero forse ma…poco ci manca).
Se io, docente, svolgo il mio lavoro con coscienziosità, responsabilità e attenzione non sarà certo l’idea copiata da un/a maestro/a su pinterest a rendermi il peggior docente dell’anno, così come non sarà la scheda scaricata da una guida a rendermi un’incapace, se così fosse dovremmo mettere in discussione le competenze degli autori di tali libri.
Ora mi rivolgo quindi a te, che ti senti in colpa perché non ti viene in mente niente e la tua collega magari è più brava e creativa! Non fartene un problema, non sentirti da meno, non lo sei, piuttosto sfrutta la creatività della collega e chiedile magari se vuole collaborare e magari scoprirai che anche lei prende spunto o copia da altri. Copiare non è reato (fin quando non vendi le idee come tue e ne trai profitto), è una forma di ammirazione in fondo, se copi vuol dire che ritieni valido quel progetto.

In questo esercizio di cambio di prospettiva, mi auguro di aver aiutato alcuni docenti a fare pace un poco con loro stessi guardando le cose sotto un’altra angolazione, un poco come quando guardi le statue e scopri quel punto in cui sembra che la statua faccia qualcosa o fissi qualcuno (e lì mi scatta il ditino sulla reflex).
Vi auguro un buon cambio di prospettiva e divertimento nel farlo.
Alla prossima
la vostra
Maestra Imperfetta