Certo non fine anno scolastico, quello finisce il 30 Giugno come finisce il Collegio docenti…

Non posso esimermi da un velo di ironia nel considerare i TRE mesi di vacanza…che non farò perché mi sono impelagati in progetti personali di vita che mi terranno occupata, ma è una mia scelta e si sa…chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Dicevo, tre mesi che non sono tre, ma meno…o più se ci mettiamo dentro pause didattiche. Intanto le maestre dell’Infanzia lavorano fino al 30 Giugno, i prof della Secondaria hanno impegni anche a Luglio e noi della Primaria adesso abbiamo impegni tutto Giugno, oltre gli scrutini, le pagelle, sistemazione locali e corsi di formazione e aggiornamento, umanamente messi a Giugno per evitare sovraccarichi durante l’anno (e di questo ringrazio sinceramente e senza ironia).

Ma se sei un docente già lo sai, se sei un genitore o una qualsiasi altra figura non lo sai e ti prego di astenerti da commenti perché, se è vero che fa girare le scatole, è anche vero che noi siamo sottoposti tutti i giorni e tutto il giorno a rumore quasi assordante. Se ne sono resi conto i genitori dell’ultima pizzata cui ho partecipato, che mi hanno fatto sorridere teneramente con il loro “ma sono così anche a scuola?”…ed io e la mia collega, quasi in coro, abbiamo risposto stancamente “oh a volte anche peggio, qui siamo all’aperto”.
Ma torniamo al mio augurio sincero perché, al di fuori di ogni ironia, di ogni battuta al vetriolo o meno, di ogni scherzo, la verità è che il nostro mestiere è bellissimo. Li prendi che non sanno soffiarsi il naso da soli e non sanno nemmeno allacciarsi le scarpe e li lasci che sono autonomi (oddio, non tutti), che ti abbracciano, ti sorridono e ti promettono di venirti a trovare…non lo faranno perché si dimenticheranno, ma è giusto così, siamo solo di passaggio. Passiamo dall’essere la loro quotidianità, a volte noiose, altre divertenti, ma sempre presenti, al diventare il passato, quell’aneddoto da raccontare a figli o nipoti o amici davanti ad una birra, domandandosi “chissà che fine ha fatto la mia vecchia maestra”. Non offenderti, invecchiamo anche noi ad ogni ciclo.
Non lo trovo triste, penso sia naturale e bellissimo, fa parte della vita e ogni momento vissuto con loro ti fa pensare che ne sia valsa la pena, anche quando avresti voluto punirli tutti tanto erano insopportabili. Alla fine sai che deve essere così, sai che li prendi a sei anni e li lasci a quasi 11, sai che prenderanno il posto altri bambini, altri ritmi, altre geometrie, e tu dovrai essere flessibile, adattarti a loro per insegnare al meglio. Questa flessibilità è uno stimolo costante che rende sempre diverso e mai noioso il mio lavoro, ed è stimolante.
Sai che il nostro è un mestiere difficile, a volte impossibile, ma è una sfida meravigliosa.
Auguri di buone vac…ah no..buona convalescenza cari colleghi e care colleghe!
La vostra
Maestra Imperfetta (e pigra visto che pubblico a quasi 10 giorni dalla fine delle lezioni).