Un giorno come tanti, spulciando facebook in un momento di ozio, sono approdata ad un’invocazione dell’intervento dello Stato contro i pericolosissimi videogiochi che traviano le menti dei bambini! Ovviamente era dovuto ad uno dei tanti articoli di pedagogisti in merito al suicidio di un bambino di 11 anni a causa di un “pericoloso gioco sui social” (non videogiochi, ma tant’è ci si scaglia pure su quelli).

Al di là della mia opinione assolutamente contraria all’intervento dello Stato su una questione che entra comunque nel vissuto genitoriale, quindi privato, mi sono fermata a pensare a tutte le volte che a mensa o a ricreazione, a volte pure a lezione, esce il discorso videogiochi con i miei bambini. Loro, otto anni suonati, dichiarano già da un paio di anni di giocare a titoli come “Call of Duty” o “Fallout 4” oltre il famosissimo Fortnite, un bimbo addirittura mi ha citato “GTA” Grand thief auto. Se hanno fratelli o sorelle che giocano a questi videogiochi e loro guardano non posso farci nulla ovviamente, se tuttavia, come dichiarato anche da alcuni genitori, questi giochi li usano loro in primis…allora occorre un minimo di informazione in merito per far più attenzione.
Partiamo da due premesse :
- I cartoni animati non sono tutti per bambini, alcuni sono per adulti, e questo non implica solo i porno, pertanto sulle piattaforme di streaming andate alla sezione bambini per scegliere certi contenuti (e sono certa che lo fate o lo consigliate).
- Per il medesimo motivo di cui sopra, videogioco= non necessariamente per bambino! Ci sono giochi e giochi e sta a noi adulti, genitori in primis, fare una cernita.
Dal secondo punto occorre educare i genitori e anche i bambini ad individuare i giochi più adatti a loro. Ma come fare? Dalla trama? E’ una possibilità, ma in realtà le aziende produttrici per prime si sono autoregolate da tempo, basti pensare che a partire dal 2003 altre forme di classificazione sono confluite nel l’iniziativa privata europea denominata PEGI (Pan European Game Information), che aiuta i genitori ad adottare decisioni informate nell’acquisto dei videogiochi per i loro figli minorenni.

Il PEGI è usato e riconosciuto in tutta Europa ed è sostenuto con entusiasmo dalla Commissione europea. È considerato un modello di armonizzazione europea in materia di tutela dei minori.
Il PEGI è seguito da un numero che indica l’età minima adatta per giocare al videogioco. Oltre al numero vi sono dei descrittori di contenuti, ossia delle icone che rappresentano i vari contenuti del videogioco che si desidera acquistare. Per un’occhiata alle varie etichette potete andare direttamente al link seguente:
Etichette PEGI in base all’età e descrittori di contenuto.
Ogni videogioco, prima di essere lanciato sul mercato, deve compilare un modulo che permette proprio di attribuire queste etichette. La regolamentazione in tal senso pertanto c’è già, quindi sta al singolo informarsi ma io tengo molto ad avvisare ed educare in tal senso anche i bambini (perché sanno essere responsabili se gli si spiegano i motivi).

Il PEGI si trova anche nel PlayStore e nell’AppleStore e Microsoft Store, pertanto vale anche per i giochi scaricati su tablet e smartphone. In fondo per un genitore è un numeretto da guardare ed occorre tener presente che un PEGI 3 va benissimo per tutte le età, un PEGI 7 potrebbe contenere un poco di violenza ma implicita, non dettagliata e non realistica o scene che potrebbero spaventare e poi si sale al PEGI 12, 16, 18 dove aumenta la violenza ed il realismo e si aggiungono contenuti non adatti a determinate fasce di età.

Altro discorso è il tempo trascorso di fronte ad un videogioco. Capisco che fare il genitore è stancante visto che c’è pure il lavoro, pur tuttavia sconsiglio sempre di far passare più di un’ora al giorno davanti ad un videogioco, e specialmente non di sera perché i videogiochi tendono a sovrastimolare l’attenzione e so race citare i bimbi, causando problemi nella qualità del sonno.
Quindi, riassumendo ,da 17 anni esiste un sistema semplice ed immediato che permettete con uno sguardo rapido di comprendere se quel prodotto è adatto o no ai nostri bambini (figli, nipoti, alunni).
Spero che questo articolo sia stato utile a docenti, educatori e, soprattutto, genitori.
Ah i PEGI dei videogiochi citati dai miei bimbi sono:
Fortnite – PEGI 12

GTA – PEGI 18

Fallout 4 – PEGI 18

Call of Duty- PEGI 18