Pubblicato in: diario di una maestra, Impara a disegnare con me., insegnarte

Omini di neve per tutti (anche per i meno capaci)

Premettendo che non c’è bambino che non sa disegnare, ma esistono solo bambini ipercritici nei confronti delle proprie capacità, in una giornata in cui mi sono ritrovata la classe dimezzata e le vacanze natalizie vicine, ho deciso di fare arte con le tempere (quelle abbiamo).

Occorrente:

  • cartoncino (importante almeno 200gr)
  • scotch di carta
  • tempera blu, rossa, gialla e bianca
  • pennelli

Cominciamo col fissare il cartoncino al banco con lo scotch di carta facendone, al contempo, una cornice. Sarà sufficiente mettere le strisce di scotch in modo che siano metà sul foglio e metà sul banco.

Ora fate colorare tutto il foglio di blu. Non importa se il blu non è esattamente uniforme, basta che non inondino il foglio di tempera. Devono imparare a mettere uno strato alla volta. Potete dire loro di mettere un primo strato di blu, aspettare che asciughi e poi passare un secondo strato di blu su quello già asciutto.

TRUCCO (da dire loro): se volete che asciughi prima dovete mettere meno colore. Dovete distribuire tutto il colore sul pennello e dare pennellate sempre nella stessa direzione, o tutta verticale o tutta orizzontale.

Il foglio, fermo, aiuterà in tal senso.

Ora devono fare due cerchi bianchi e grossi, ma non devono arrivare in cima al foglio. Possono fare i cerchi senza disegno sotto, a mano libera rigorosamente.

Molti bimbi si lamentano di fronte all’impossibilità di “barare” usando bottiglie o altri contenitori tondi per fare cerchi, ma io di solito rispondo che a mano libera risulta più bello e artistico come effetto finale…ma poi, si è mai visto un pupazzo di neve perfettamente sferico? Io no.

Il cerchio in basso deve essere più grande di quello in alto.

Ora aggiungiamo col nero gli occhi e tre bottoni.

Io ho fatto aggiungere ai miei bimbi anche la bocca, che è risultata essere una riga curva, niente di che.

Ora aggiungiamo il naso! Leggenda narra che il naso dei pupazzi di neve sia in realtà ricavato da una carota, pertanto sarà arancione. Noi non abbiamo però l’arancione, pertanto come possiamo fare? Utile riflessione sui colori primari e secondari per far capire che non serve avere tutti i colori già fatti, bastano quelli primari , bianco e nero.

AVVISO: Mettete meno rosso e più giallo perché le tempere sono infide.

Ora aggiungiamo con ROSSO la sciarpa e il cappello (per il cappello basta fare un triangolo e poi due linee per poi collegare queste due al cappello. Fategli vedere come fare così si regolano (lo sanno fare). Può più un esempio visivo che mille spiegazioni.

Ora il nostro pupazzo di neve è quasi finito. Ultimo ritocco, ma ci serve il BIANCO.

Col bianco dovranno fare un cerchio alla fine del cappello e poi tanti punti bianchi col pennello perpendicolare rispetto al foglio. La soddisfazione è garantita! Persino i bambini meno fiduciosi nelle proprie capacità pittoriche si sono sentiti artisti soddisfatti con questo piccolo esercizio di pazienza, coordinazione e attenzione.

Il segreto, come ho detto loro, è tutto nella calma e nella lentezza, cosa che i bimbi spesso e volentieri non hanno, ma se sono guidati ne scoprono man mano le potenzialità. Io ho una terza quest’anno e devo dire che si sono comportati molto bene ed hanno ammesso che lentezza e rispetto delle istruzioni ha garantito loro un bel successo. Ora mi stanno solo facendo pressioni per portare le loro opere a casa e appenderle. Queste son soddisfazioni per la maestra, lo riconosco.

Questi passaggi che vi ho fatto vedere son fatti con la wacom cintiq, ma assicuro che rendono quello che è stato il lavoro in classe.

Per domande, delucidazioni, consigli o semplici riflessioni scrivetemi pure a diariodiunamaestra@gmail.com e vi risponderò non appena possibile (dati i tempi e gli impegni scolastici).

Al prossimo articolo, la vostra

Maestra Imperfetta

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Autore:

Sono una giovane maestra (giovane come anni di insegnamento, non come età...ma è relativo). Insegno arte, musica, inglese e tecnologia, ma non posso escludere che in futuro non mi trovi ad insegnare altro. Ho trovato nella scuola dove insegno colleghi simpatici e collaborativi, un ambiente famigliare e attivo che continua a fornire stimoli culturali cui attingo a piene mani. La mia gratitudine è a loro ed a tutti gli insegnanti di qualsiasi ordine e grado che hanno contribuito e contribuiscono, senza saperlo, a rendermi quella che ritengo di essere oggi...una maestra consapevole.

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