Pubblicato in: Fai da te del maestro, strumenti per docenti

Cruciverba e altro

Io amo i cruciverba! Quando mi sento tesa, nervosa o irrequieta, o anche semplicemente annoiata, mi armo di settimana enigmistica o altre riviste piene di cruciverba e mi metto a farli per rilassarmi. Ovviamente funziona quando non ho ispirazione per disegnare, ma è un dettaglio.

Un piccolo rito di coppia che ho col mio compagno è proprio un bel cruciverba crittografato prima di andare a dormire, ed un cruciverba normale la mattina mentre facciamo colazione assieme.

Anni fa in un libro di testo di inglese trovammo un cruciverba in inglese per i bimbi. Lo diedi per compito a casa e loro me ne chiesero altri, ma non sapevo davvero come fare, non avevo ancora conosciuto educolor.

Per crearli ad hoc occorre registrarsi, ma è totalmente gratuito e facile da usare, l’unico limite è la fantasia.

Come vedete dalla home page, sulla sinistra, trovate questo menù dove con pochissimi passi potrete creare quello che volete per poi scaricarlo, stamparlo e proporlo ai vostri alunni.

Che sia per ripassare matematica, scienze, geografia, italiano o altre materie, questo strumento è fantastico, non richiede grandi conoscenze di programmazione (non ne richiede proprio) e potete creare attività con cui sbizzarrirvi e far divertire gli alunni mentre ripassano quanto appreso.

Se volete invece affinare la vista dei bimbi ed abituarli a cercare esercitando lo spirito di osservazione…potete scegliere il Generatore di Griglia di Parole. Dovrete solo inserire delle parole negli spazi appositi e dare l’invio per avere una griglia e l’elenco di parole da cercare in essa (ho visto che qualcuno proponeva di farlo con i loro nomi, cosa a mio parere molto carina).

Esempio di Griglia di Parole di matematica e geometria

Un altro gioco molto carino e configurabile (quindi anche stampabile) sono le Parole nascoste! Se andate sul Generatore di parole nascoste. Potete andarci cliccando sul menù a sinistra e vi apparirà questa schermata dove dovrete andare a mettere titolo e parola nascosta.

Ora inserite le parole e gli indizi cercando di essere semplici e intuitivi…insomma, dipende dai vostri alunni, quindi inviate col tasto in basso ed ecco che vi genererà il cruciverba in cui i bambini potranno divertirsi a cercare la parola nascosta mettendo le definizioni al posto giusto.

Ecco qua il cruciverba con la parolina nascosta! Ovviamente potete scaricarlo in pdf, stamparlo e far divertire i vostri bambini, sia figli che alunni, di ogni età direi. Io mi sono divertita e credo proprio che utilizzerò molto questo strumento come ripasso, ma anche come esercizio per fargli usare il dizionario di inglese…

Spero di avervi dato un buon spunto e un ottimo strumento. Per oggi è tutto, al prossimo articolo la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro

Sssssserpenti

I bambini vanno matti per gli animali e questo è un dato di fatto! I miei alunni poi si entusiasmano per qualsiasi forma di vita e questo entusiasmo contagia pure me, anche se non è poi necessario visto che sono una curiosa.

Dopo tarantole, scorpioni e api, i bambini mi hanno chiesto a gran voce i serpenti! Potevo non accontentarli?

Abbiamo iniziato stavolta col guardare una parte di un documentario sui serpenti trovato su youtube.

All’undicesimo minuto ho stoppato ed ho dato loro il modellino anatomico del serpente, da colorare secondo indicazioni (potete chiedermi i file originali scrivendomi a diariodiunamaestra@gmail.com).

Il disegno è molto semplice, ma come detto, non devono mica studiare da veterinari, basta sapere giusto le cose fondamentali.

Dopo aver trattato l’anatomia in generale, ed aver scritto giusto le informazioni principali sul quaderno, abbiamo osservato la differenza tra due principali tipi di serpenti: velenosi e costrittori.

Con i bambini siamo arrivati tramite ragionamento a queste due categorie e sul motivo di queste nomenclature. Si tratta, ricordo, di bambini di 8 anni e ciò che diamo per scontato noi adulti, per loro non lo è affatto, ma preferisco sempre farli arrivare col ragionamento invece di servigli la “pappa fatta”, la nozione da memorizzare.

Sul quaderno i bambini si sono divertiti ad incollare i disegni fatti da me e colorati da loro usando i colori già utilizzati per i medesimi organi interni degli insetti studiati. Il risultato è piaciuto a loro sia graficamente che come contenuti ed alla fine non è nemmeno servito interrogarli perché sapevano dirmi tutto di questi animali.

Ultima attività, ma decisamente utile, è un video molto semplice, veloce ma completo che spiega non solo come distinguere i serpenti velenosi da quelli non velenosi, ma cosa fare in caso di morso. Educarli fin da bambini al rispetto, ma anche al da farsi in caso di, potrebbe salvare pure genitori, nonni e zii/zie.

Non ne è uscito un cartellone stavolta, ma solo perché tra uscite didattiche, preparazione per la recitina di fine anno e altri impegni non si è riusciti ad organizzarsi per quello.

Ai bambini è piaciuto molto e mi hanno chiesto di fare ancora queste attività, ma magari con opere d’arte e animali…chissà che non unisca le due cose!

Spero, come sempre, di avervi almeno ispirato e che vogliate condividere! Se siete interessati ai disegni sui serpenti potete scrivermi a diariodiunamaestra@gmail.com.

Alla prossima, la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, opinionibus, vita privata di una maestra

Ok la strada è giusta

Chi mi segue, forse, ricorda che ho cambiato scuola, purtroppo la scelta, decisamente sofferta, mi ha costretta a lasciare i bambini in quarta primaria. Ero abbastanza tranquilla che avessero sviluppato un carattere loro e spirito critico a sufficienza, ma è stato doloroso dovermene staccare.

Un paio di mesi addietro mi è capitato di ricevere alcuni bigliettini e temini che i bimbi della classe che ho dovuto lasciare.

Non so se le mie colleghe hanno dubbi o meno, la fauna docente è talmente variegata che ve ne sono di tutti i tipi, ma io vivo nel costante interrogativo: sto facendo bene?

Quei bigliettini, scritti a distanza di un anno, riportano parole che rimarranno indelebili e che mi rassicurano sulla strada che ho deciso di percorrere quei primi mesi del 2016.

“Tutti questi bei ricordi sono grazie alla maestra Francesca che è riuscita a spiegarci tantissime cose come nessun altro riuscirebbe a spiegare, perché coinvolge tutti e spiega con divertimento”.

Spiegare con divertimento…di chi? Mio sicuramente, perché mi diverto in effetti a spiegare le cose, stimolare e giocare assieme a loro con gli argomenti delle mie materie, ma intende il loro divertimento? Se si, ho fatto centro! Il divertimento è una componente fondamentale dell’apprendimento ed ho sempre sostenuto, con fede immutata, che se tu docente ti diverti ad insegnare la tua materia, riuscirai a trasmettere e divertire i tuoi alunni. Un’altra frase che mi ha fatto riflettere è

“io me la ricorderò per sempre: tutti i pianti che mi ha asciugato…”

Si lo so, si dice “le lacrime”, ma il concetto è bellissimo e racconta dal loro punto di vista quello che siamo, oltre a quello che facciamo. Racconta una realtà che non è quella che vedono tutti, ossia tre mesi di vacanza e poche ore al giorno di lezione. Questa frase racchiude, assieme alla precedente, tutta la meraviglia di un lavoro che coinvolge emotivamente e ti obbliga a specchiarti, a vedere chi sei veramente.

Non è asciugare le lacrime di per sé, è aver accolto, ascoltato e aiutato a superare un disagio senza atteggiamenti giudicanti, e questo ha valore tanto per un adulto quanto per un bambino.

Non ricordo ora chi disse che non è importante la Mèta ma il viaggio stesso, ma aveva ragione da vendere. Non sapevo cosa mi aspettava quando passai il concorso docenti, o meglio…sapevo cosa mi aspettava a livello burocratico, organizzativo, normativo ed anche intellettivo…ma non avevo idea di cosa mi sarebbe davvero aspettato sul piano emotivo. Ho iniziato un viaggio bellissimo che ha portato a conoscermi conoscendo gli altri, a comprendere un po’ di più me stessa specchiandomi negli occhi e nelle reazioni dei bambini e si, come ho detto già ai genitori, solo i bimbi possono esprimere un parere sul mio lavoro.

Solo a volte si ha bisogno di capire che si sta proseguendo sulla strada giusta, che non hai imboccato deviazioni pericolose. Insomma, in un mestiere complesso spesso si naviga a vista e qualche riconoscimento fa piacere anche a noi docenti (non intendo regali) perché siamo umani e pieni di dubbi.

Ecco perché frasi come queste, nella loro semplicità, fanno piacere, rassicurano perché spontanee e perché danno la conferma che, se loro hanno lasciato un solco profondo nel tuo cuore, anche tu hai lasciato loro un bel ricordo.

Quello che spero solo che ricordino sono le mie ultime parole prima di andarmene: “Ricordate che io credo in voi”.

Forse ora sono piccoli per ricordarsele, ma spero che questa frase li accompagnerà e darà loro la forza per tutto il percorso di studi e, perché no, magari anche oltre.

Io tornerò a fare il castoro, questa diga ha svolto la sua funzione, è il momento di costruirne un’altra altrove.

E voi? Avete mai avuto quella conferma, quel momento in cui qualcosa o qualcuno vi ha fatto capire che stavate andando sulla giusta via?

A presto la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, strumenti per docenti, tecnochicche

FREED(om)

Cerchi una comunità di insegnanti che condividono veramente le loro conoscenze e competenze tradotte in lavoretti, schemi, attività didattiche fatte in classe?

Navigando negli oceani di internet si incappa a volte in risorse interessanti e sono incappata in questa comunità internazionale (tranquilli, c’è anche solo italiano se volete), che si chiama FREED.

Vai sul sito, ti iscrivi e cominci a cercare per materia, ordine e grado. Alcune attività sono a pagamento, ma non devi per forza acquistarle. Ci sono tantissime attività gratuite e ogni attività è corredata in media dalla spiegazione del lavoro svolto in classe e materiale scaricabile.

Basta selezionare sulla destra dell’interfaccia Classe e Materia ed ecco che ti appariranno tutte le attività classificate secondo quei criteri.

Se poi sei un o una creativa che vuole far le cose da sè c’è lo strumento “CREA” in alto, bianco su fondo verde. Basterà cliccarci ed ecco che si apre l’interfaccia per creare contenuti per la propria classe e da condividere eventualmente con altri docenti in tutta Italia.

Puoi caricare qualcosa di già creato da te o crearti del materiale.

Ho provato a crearmi del materiale per curiosità selezionando “Crea materiale” ed ecco che, per prima cosa, mi si è aperta questa finestra. Posso scegliere un modello già fatto ed eliminare le parti decorative o sostituirle, oppure crearlo da documento vuoto.

Anche creando un documento vuoto, nel caso vi siate pentiti, non serve tornare indietro perché sulla sinistra vi compariranno numerosissime idee tra cui scegliere, se siete privi di ispirazione.

Ora potete scegliere uno dei modelli e modificarlo cliccandoci sopra, se scorrete verso il basso ci sono anche i fogli a righe e a quadretti.

Una volta stabilita la base possiamo aggiungere un testo a nostra scelta e altri elementi.

Io qui ho scelto dei quadretti, ma si possono scegliere anche righe o bianco. Sulla sinistra trovate tutti gli elementi a vostra disposizione per creare un foglio su misura per l’attività che avete pensato.

Avete tutto il materiale da inserire diviso in categorie facilmente identificabili. L’unico limite è la vostra fantasia.

Qui non ho ancora creato nulla, nessun foglio, anche perché non avevo idee lo ammetto, ma sono certa che tra voi ci sono già molti docenti che hanno la testa in fermento e devono solo dare un ordine alle miriadi di idee che sono venute nella mente.

La cosa che consiglio vivamente di fare è esplorare i contenuti dei vari gruppi sulla sinistra per prendere confidenza con gli elementi a vostra disposizione, senza aver fretta di cominciare…certo, a meno che non abbiate già le idee molto chiare (cosa che non capita a me purtroppo). Per pigrizia e mancanza di idee, farò una cosa molto molto semplice:

Ora che l’ho creato vado sul tasto in alto a destra e clicco su “Salva”, inserisco quindi il nome del file che chiamerò “matematidadica” e clicco su “Procedi.

Ora posso copiare, modificare, scaricare…se voglio condividere, creandola, un’attività didattica o l’idea cui è legato il materiale creato, mi basta andare su “modifica”, il simbolo della matitina per intenderci, e, una volta aperto il file, andare su “condividi in un nuovo post”. Si aprirà la schermata in cui dovremo inserire Titolo, parole chiave, categorie, ed aggiungere gli allegati, quali per esempio il formato pdf del foglio o altro materiale inerente l’idea.

Trovo sia uno strumento interessante sia per prendere che per dare, contribuendo a condividere buone pratiche e attività che nella classe hanno avuto successo. Spero, come sempre, di esservi stata utile, e che magari con questo articolo abbia ispirato qualcuno a condividere le proprie meravigliose idee.

Alla prossima chicca la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro

SELFIE…for teachers

Studiando per un master cui mi sono iscritta a febbraio, mi sono imbattuta in qualche strumento per l’autoriflessione, totalmente gratuito, messo a disposizione dall’UE. Si tratta di Selfie for teachers, un questionario di domande suddivise per aree che aiuta a riflettere sulle proprie competenze, ma anche sulle proprie pratiche. Non appena fatto l’accesso mi sono trovata una schermata in cui, nella spiegazione dello strumento, mi informava che avrei dovuto rispondere ad una serie di domande per riflettere sulle tue competenze digitali nelle seguenti aree:

– Coinvolgimento professionale
– Risorse digitali
– Insegnamento e apprendimento
– Valutazione
– Valorizzazione delle potenzialità degli studenti
– Favorire lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti.

Tutte le risposte sono anonime, si può scaricare anche la relazione e questo Selfie serve a riflettere su se stessi per individuare i propri punti critici su cui lavorare (ma anche i punti forza). Il tempo previsto calcolato è di 25 minuti, ma io al solito tendo a mettercene qualcuno di più per eccesso di riflessione…o di calma…o di lentezza, a scelta.

Dopo aver compilato tutti i campi e risposto alle domande, in italiano, vi appare una relazione esaustiva basata sulle risposte date e presentata sia in forma grafica che scritta.

In primis ti presenta la risposta alla prima domanda, quella posta prima di iniziare con le altre, che riguarda la tua percezione personale delle tue competenze (con una guida che spiega ovviamente cosa contengono i livelli), nel mio caso sulla sinistra. Sulla destra invece c’è il risultato dell’analisi complessiva delle differenti risposte date.

In basso ci sono altri due grafici, uno di questi mostra le percentuali per area con relativo livello di competenze ottenuto per singola area. Funziona come i livelli EQF delle competenze linguistiche, partendo da A1 fino a C2, il più alto.

Unica pecca è che, pur chiedendo inizialmente la fascia di età per cui si lavora, alcune risposte sono molto vincolate da quello che si può e non si può fare con i bambini in classe più che dalla volontà e competenze personali, ma anche questo aiuta molto la riflessione: non possiamo o non vogliamo?

Quello che risulta interessante ed arricchente è la parte relativa ai suggerimenti per attività che si possono svolgere, dati nelle aree in cui risultiamo più “deboli”.

La restituzione del questionario è immediata, completa e sempre disponibile sia on line, sia scaricabile in pdf. Inoltre si possono creare gruppi dove vengono restituiti i risultati raccolti in dati aggregati, pertanto anonimi, il che consente una riflessione collegiale sulle criticità e iniziative formative da proporre per risolverle.

Non ho ancora provato lo strumento gruppo pertanto posso limitarmi in tal senso a quel che ho letto quale presentazione di questa possibilità sul sito stesso dell’UE.

Perché farlo?

Perché noi insegnanti dobbiamo tenerci aggiornati anche su questi strumenti dato che, con la pandemia, l’introduzione delle tecnologie nella didattica ha subito un’accelerata notevole cui non siamo riusciti a star tutti dietro (non biasimo nessuno). L’autoriflessione in tal senso non deve essere svalutante o punitiva, ma propositiva. Ho una difficoltà? Provvedo a superarla aggiornandomi.

La buona notizia è che per coloro che non masticano o non digeriscono proprio l’inglese è anche in italiano (ma anche in altre lingue se preferite).

Che dire? Vi auguro un 2023-24 pieno di bellissime esperienze con gli alunni di qualsiasi età e con i figli (per i genitori che mi leggono), sognando e costruendo assieme non tanto delle scuole, ma delle comunità educanti.

Al prossimo articolo la vostra

Maestra Imperfetta