Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro, letture...digitali, strumenti per docenti

Più di un libro…meno di un tablet

Chi mi segue e mi conosce dal vivo, sa che oramai preferisco il libro digitale al cartaceo. Non disdegno la carta, ma non sono una sniffatrice di libri quindi dell’odore non mi importa un fico secco e trovo più comodo uno swipe col dito che sfogliare, specialmente quando sto camminando o facendo il criceto sull’ellittica. Ulteriore indiscusso vantaggio del digitale è che puoi leggere in qualsiasi condizione di luce, e quando viaggi in treno su lunghe percorrenze o quando ti svegli di notte e non riesci a riprender sonno, ma non vuoi svegliare nessuno o vuoi goderti l’oscurità, fa la differenza. Ultimo vantaggio, ma non ultimo, è il prezzo dei libri. In digitale li trovi a volte al 50% in meno rispetto al prezzo di copertina…insomma credo che i vantaggi valgano il doversi ricordare di ricaricare l’e-reader ogni tanto.

Fatta questa doverosa premessa, oggi vi presento una new entry nel mio piccolo mondo e nella mia casa, nuovo, ma nemmeno troppo, prodotto di casa Kobo che ti permette di scrivere come sulla carta: Kobo Elipsa 2E.

Ammetto che come new entry è poco new visto che l’ho preso per il mio compleanno lo scorso anno, ma ascoltando il fanciullino che è in me ho rimandato la recensione con il pensiero magico del “dopo lo faccio” che contiene la vana speranza che l’articolo si scriva da solo (illusa), per poi ricordarmi quanto sotto sotto mi piaccia scrivere.

Il vantaggio dello scrivere la recensione dopo mesi è che ho potuto testare il prodotto su un tempo più lungo e quindi è scemato l’entusiasmo dei primi giorni che mi impedisce di essere oggettiva.

A distanza di sei mesi di uso continuo posso dirvi a pieno titolo che…è fantastico!

  1. Ricordate che nasce come e-reader e tale rimane, legge molti formati ed è molto agile, la memoria non è espandibile ma ne ha tanta di suo e vi sta una biblioteca dentro.
  2. Ha il collegamento con il negozio kobo e feltrinelli (ma anche libraccio, ibs…). Se non vi piacciono si può anche evitare, mica siete obbligati a comprare lì.
  3. Vi permette di leggere gli e-book presi dal circuito biblioteche, anche se su quello dovrebbero studiare un sistema meno macchinoso dell’uso di Adobe Digital Edition che ti costringe all’uso di un pc.
  4. Adattamento alla luce ambientale automatico se impostato, questo permette di non sforzare la vista.
  5. Evidenziazione e dizionario integrato.

Ma veniamo alla novità che rende questo prodotto perdonabilissimo riguardo le dimensioni, decisamente superiori al classico e-reader, quindi decisamente non tascabile: la possibilità di scrivere appunti direttamente sul file.

Mentre studiavo per il master ho sfruttato appieno questa funzionalità e non è da poco credetemi. Si può prendere appunti su qualsiasi file pdf o altri formati ma non solo, puoi anche creare il tuo blocco per gli appunti, scrivere, fare tabelle a mano libera e non, disegnare e poi esportare su pc o su un cloud (drive e dropbox).

Ho usato i blocchi appunti sia per studio che per annotarmi impressioni e informazioni durante i collegi docenti, assemblee varie, organizzazione di impegni istituzionali o studio per impostare i lavori sui quaderni dei miei alunni data la possibilità di mettere lo sfondo a quadretti o a righe.

Unica pecca finora trovata è che la penna va caricata di tanto in tanto, anche se la carica è veloce e la si può usare mentre la si sta caricando.

Se vogliamo un’altra pecca sono le dimensioni: in effetti è grande quanto un tablet e questo può essere un bel difetto per chi cerca un prodotto tascabile. Per me non è un problema usando borse di medie dimensioni, ma per altri può risultare scomodo.

Come strumento di studio e di lettura è decisamente utile ed oramai non me ne separo più, ma come sempre quel che vale per me non vale necessariamente per tutti gli altri quindi, spero di esservi stata utile e, in caso contrario, spero di presentarvi in futuro altri prodotti più congeniali alle vostre esigenze.

Al prossimo articolo, la vostra

Maestra Imperfetta

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Autore:

Sono una giovane maestra (giovane come anni di insegnamento, non come età...ma è relativo). Insegno arte, musica, inglese e tecnologia, ma non posso escludere che in futuro non mi trovi ad insegnare altro. Ho trovato nella scuola dove insegno colleghi simpatici e collaborativi, un ambiente famigliare e attivo che continua a fornire stimoli culturali cui attingo a piene mani. La mia gratitudine è a loro ed a tutti gli insegnanti di qualsiasi ordine e grado che hanno contribuito e contribuiscono, senza saperlo, a rendermi quella che ritengo di essere oggi...una maestra consapevole.

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