Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro

Sssssserpenti

I bambini vanno matti per gli animali e questo è un dato di fatto! I miei alunni poi si entusiasmano per qualsiasi forma di vita e questo entusiasmo contagia pure me, anche se non è poi necessario visto che sono una curiosa.

Dopo tarantole, scorpioni e api, i bambini mi hanno chiesto a gran voce i serpenti! Potevo non accontentarli?

Abbiamo iniziato stavolta col guardare una parte di un documentario sui serpenti trovato su youtube.

All’undicesimo minuto ho stoppato ed ho dato loro il modellino anatomico del serpente, da colorare secondo indicazioni (potete chiedermi i file originali scrivendomi a diariodiunamaestra@gmail.com).

Il disegno è molto semplice, ma come detto, non devono mica studiare da veterinari, basta sapere giusto le cose fondamentali.

Dopo aver trattato l’anatomia in generale, ed aver scritto giusto le informazioni principali sul quaderno, abbiamo osservato la differenza tra due principali tipi di serpenti: velenosi e costrittori.

Con i bambini siamo arrivati tramite ragionamento a queste due categorie e sul motivo di queste nomenclature. Si tratta, ricordo, di bambini di 8 anni e ciò che diamo per scontato noi adulti, per loro non lo è affatto, ma preferisco sempre farli arrivare col ragionamento invece di servigli la “pappa fatta”, la nozione da memorizzare.

Sul quaderno i bambini si sono divertiti ad incollare i disegni fatti da me e colorati da loro usando i colori già utilizzati per i medesimi organi interni degli insetti studiati. Il risultato è piaciuto a loro sia graficamente che come contenuti ed alla fine non è nemmeno servito interrogarli perché sapevano dirmi tutto di questi animali.

Ultima attività, ma decisamente utile, è un video molto semplice, veloce ma completo che spiega non solo come distinguere i serpenti velenosi da quelli non velenosi, ma cosa fare in caso di morso. Educarli fin da bambini al rispetto, ma anche al da farsi in caso di, potrebbe salvare pure genitori, nonni e zii/zie.

Non ne è uscito un cartellone stavolta, ma solo perché tra uscite didattiche, preparazione per la recitina di fine anno e altri impegni non si è riusciti ad organizzarsi per quello.

Ai bambini è piaciuto molto e mi hanno chiesto di fare ancora queste attività, ma magari con opere d’arte e animali…chissà che non unisca le due cose!

Spero, come sempre, di avervi almeno ispirato e che vogliate condividere! Se siete interessati ai disegni sui serpenti potete scrivermi a diariodiunamaestra@gmail.com.

Alla prossima, la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, strumenti per docenti, tecnochicche

FREED(om)

Cerchi una comunità di insegnanti che condividono veramente le loro conoscenze e competenze tradotte in lavoretti, schemi, attività didattiche fatte in classe?

Navigando negli oceani di internet si incappa a volte in risorse interessanti e sono incappata in questa comunità internazionale (tranquilli, c’è anche solo italiano se volete), che si chiama FREED.

Vai sul sito, ti iscrivi e cominci a cercare per materia, ordine e grado. Alcune attività sono a pagamento, ma non devi per forza acquistarle. Ci sono tantissime attività gratuite e ogni attività è corredata in media dalla spiegazione del lavoro svolto in classe e materiale scaricabile.

Basta selezionare sulla destra dell’interfaccia Classe e Materia ed ecco che ti appariranno tutte le attività classificate secondo quei criteri.

Se poi sei un o una creativa che vuole far le cose da sè c’è lo strumento “CREA” in alto, bianco su fondo verde. Basterà cliccarci ed ecco che si apre l’interfaccia per creare contenuti per la propria classe e da condividere eventualmente con altri docenti in tutta Italia.

Puoi caricare qualcosa di già creato da te o crearti del materiale.

Ho provato a crearmi del materiale per curiosità selezionando “Crea materiale” ed ecco che, per prima cosa, mi si è aperta questa finestra. Posso scegliere un modello già fatto ed eliminare le parti decorative o sostituirle, oppure crearlo da documento vuoto.

Anche creando un documento vuoto, nel caso vi siate pentiti, non serve tornare indietro perché sulla sinistra vi compariranno numerosissime idee tra cui scegliere, se siete privi di ispirazione.

Ora potete scegliere uno dei modelli e modificarlo cliccandoci sopra, se scorrete verso il basso ci sono anche i fogli a righe e a quadretti.

Una volta stabilita la base possiamo aggiungere un testo a nostra scelta e altri elementi.

Io qui ho scelto dei quadretti, ma si possono scegliere anche righe o bianco. Sulla sinistra trovate tutti gli elementi a vostra disposizione per creare un foglio su misura per l’attività che avete pensato.

Avete tutto il materiale da inserire diviso in categorie facilmente identificabili. L’unico limite è la vostra fantasia.

Qui non ho ancora creato nulla, nessun foglio, anche perché non avevo idee lo ammetto, ma sono certa che tra voi ci sono già molti docenti che hanno la testa in fermento e devono solo dare un ordine alle miriadi di idee che sono venute nella mente.

La cosa che consiglio vivamente di fare è esplorare i contenuti dei vari gruppi sulla sinistra per prendere confidenza con gli elementi a vostra disposizione, senza aver fretta di cominciare…certo, a meno che non abbiate già le idee molto chiare (cosa che non capita a me purtroppo). Per pigrizia e mancanza di idee, farò una cosa molto molto semplice:

Ora che l’ho creato vado sul tasto in alto a destra e clicco su “Salva”, inserisco quindi il nome del file che chiamerò “matematidadica” e clicco su “Procedi.

Ora posso copiare, modificare, scaricare…se voglio condividere, creandola, un’attività didattica o l’idea cui è legato il materiale creato, mi basta andare su “modifica”, il simbolo della matitina per intenderci, e, una volta aperto il file, andare su “condividi in un nuovo post”. Si aprirà la schermata in cui dovremo inserire Titolo, parole chiave, categorie, ed aggiungere gli allegati, quali per esempio il formato pdf del foglio o altro materiale inerente l’idea.

Trovo sia uno strumento interessante sia per prendere che per dare, contribuendo a condividere buone pratiche e attività che nella classe hanno avuto successo. Spero, come sempre, di esservi stata utile, e che magari con questo articolo abbia ispirato qualcuno a condividere le proprie meravigliose idee.

Alla prossima chicca la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro

SELFIE…for teachers

Studiando per un master cui mi sono iscritta a febbraio, mi sono imbattuta in qualche strumento per l’autoriflessione, totalmente gratuito, messo a disposizione dall’UE. Si tratta di Selfie for teachers, un questionario di domande suddivise per aree che aiuta a riflettere sulle proprie competenze, ma anche sulle proprie pratiche. Non appena fatto l’accesso mi sono trovata una schermata in cui, nella spiegazione dello strumento, mi informava che avrei dovuto rispondere ad una serie di domande per riflettere sulle tue competenze digitali nelle seguenti aree:

– Coinvolgimento professionale
– Risorse digitali
– Insegnamento e apprendimento
– Valutazione
– Valorizzazione delle potenzialità degli studenti
– Favorire lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti.

Tutte le risposte sono anonime, si può scaricare anche la relazione e questo Selfie serve a riflettere su se stessi per individuare i propri punti critici su cui lavorare (ma anche i punti forza). Il tempo previsto calcolato è di 25 minuti, ma io al solito tendo a mettercene qualcuno di più per eccesso di riflessione…o di calma…o di lentezza, a scelta.

Dopo aver compilato tutti i campi e risposto alle domande, in italiano, vi appare una relazione esaustiva basata sulle risposte date e presentata sia in forma grafica che scritta.

In primis ti presenta la risposta alla prima domanda, quella posta prima di iniziare con le altre, che riguarda la tua percezione personale delle tue competenze (con una guida che spiega ovviamente cosa contengono i livelli), nel mio caso sulla sinistra. Sulla destra invece c’è il risultato dell’analisi complessiva delle differenti risposte date.

In basso ci sono altri due grafici, uno di questi mostra le percentuali per area con relativo livello di competenze ottenuto per singola area. Funziona come i livelli EQF delle competenze linguistiche, partendo da A1 fino a C2, il più alto.

Unica pecca è che, pur chiedendo inizialmente la fascia di età per cui si lavora, alcune risposte sono molto vincolate da quello che si può e non si può fare con i bambini in classe più che dalla volontà e competenze personali, ma anche questo aiuta molto la riflessione: non possiamo o non vogliamo?

Quello che risulta interessante ed arricchente è la parte relativa ai suggerimenti per attività che si possono svolgere, dati nelle aree in cui risultiamo più “deboli”.

La restituzione del questionario è immediata, completa e sempre disponibile sia on line, sia scaricabile in pdf. Inoltre si possono creare gruppi dove vengono restituiti i risultati raccolti in dati aggregati, pertanto anonimi, il che consente una riflessione collegiale sulle criticità e iniziative formative da proporre per risolverle.

Non ho ancora provato lo strumento gruppo pertanto posso limitarmi in tal senso a quel che ho letto quale presentazione di questa possibilità sul sito stesso dell’UE.

Perché farlo?

Perché noi insegnanti dobbiamo tenerci aggiornati anche su questi strumenti dato che, con la pandemia, l’introduzione delle tecnologie nella didattica ha subito un’accelerata notevole cui non siamo riusciti a star tutti dietro (non biasimo nessuno). L’autoriflessione in tal senso non deve essere svalutante o punitiva, ma propositiva. Ho una difficoltà? Provvedo a superarla aggiornandomi.

La buona notizia è che per coloro che non masticano o non digeriscono proprio l’inglese è anche in italiano (ma anche in altre lingue se preferite).

Che dire? Vi auguro un 2023-24 pieno di bellissime esperienze con gli alunni di qualsiasi età e con i figli (per i genitori che mi leggono), sognando e costruendo assieme non tanto delle scuole, ma delle comunità educanti.

Al prossimo articolo la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, matematica per bambini, tecnochicche

Caro vecchio tecnologico ABACO

Ricordo anni addietro, ero ancora una bimbetta delle elementari, appena dopo l’estinzione dei dinosauri insomma, avevo un pallottoliere tascabile che mi portavo a scuola tronfia e fiera perché mi sembrava una cosa superlativa (anche se alla fine nemmeno lo usavo).

Era piccolo, si apriva a libretto, aveva credo dieci file da dieci pallini se non ricordo male. Unica cosa che non ricordo era il colore della confezione, forse era azzurro…ma non mi sono mai piaciuti i colori attribuiti da stereotipo al femminile. Oggi il pallottoliere lo si usa ancora, lo so, e spesso lo disegnano sul quaderno, ma l’oggetto ha sempre qualcosa di magico. Far scorrere le sfere su quelle aste di metallo sembra dare più piacere della fredda calcolatrice. Che il piacere sia nell’atto stesso? Chissà…ma la tecnologia non è da demonizzare, la differenza sta sempre nell’uso che se ne fa.

Oggi torno a parlarvi di Mathlearningcenter, dove, curiosando come mio solito, dopo Geoboard ho trovato un nuovo programmino, senza bisogno di installazione, chiamato Number Rack (Number= numero e Rack= rastrelliera).

Come si può ben vedere è un abaco a tutti gli effetti. Si parte con due griglie ma se ne possono aggiungere o levare secondo la necessità.

Aprite sempre la web app, così che non richieda installazioni e questo non vi crei problemi con autorizzazioni dell’amministratore di sistema richiedendo password che non conoscete.

Si usa esattamente come un pallottoliere, quindi alla fine sta a voi maestri/e stabilire come e quando usarlo, ma io personalmente l’ho trovato molto bello e utile.

Volete prima un tutorial per imparare ad usarlo? Mathlearning ha pensato anche a questo. Dalla pagina principale sarà sufficiente andare a cliccare su “learn more” e si aprirà la pagina come da immagine.

Andate su Launch tutorial e avrete delle piccole ma semplicissime sfide per imparare ad usare questo programma, che al contempo vi forniranno anche idee per sfruttarlo in classe. Se scorrete più in basso, senza lanciare il breve tutorial, avrete modo di poter scaricare dei libri di attività da svolgere con questo programma. I libri sono totalmente gratuiti ma sono in inglese.

Mi sono divertita a giocare un poco con questo pallottoliere virtuale ed in effetti è molto valido sia per addizioni che per sottrazioni, ma ancora di più quando devi insegnare semplici moltiplicazioni usando gli schieramenti.

Spero di avervi fornito uno strumento utile e simpatico per divertire i bambini insegnando. Come sempre in matematica, come in altre materie, comunque l’esercizio è fondamentale.

Per oggi è tutto, alla prossima scoperta

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, insegnarte

Come si forma un fossile? Dal video al fumetto

Insegno inglese, tra le altre cose, in tre classi: due terze e una quarta…un minuto di silenzio per la mia speranza infranta di insegnare in una sola classe…

Nella quarta, in una delle sezioni English culture del libro I like english gold, Giunti editore, a pagina 48, c’è un interessante video che guida alla visita del Natural History Museum di Londra, spiegandone ovviamente la divisione in sezioni colorate. Ad ogni colore corrisponde uno o più argomenti trattati. I bambini della quarta ne sono rimasti affascinati.

Col mio solito spirito volto all’utilizzo delle tecnologie per far loro esplorare luoghi che altrimenti non esplorerebbero, mi sono messa a curiosare sul mio fidato amico Google Art&Culture per vedere se c’era qualche visita virtuale al suddetto museo. Nemmeno a dirlo ci sono anche altri musei di storia naturale. A me interessava tuttavia proprio questo di Londra e così sono andata dritta nel sito del museo in questione.

La visita virtuale non l’ho ancora trovata, ma ci sono molte proposte educational nel sito, decisamente interessanti anche per chi vuole impostare attività CLIL.

Curiosando tra i vari video e materiali che il sito ufficiale del museo mette a disposizione, ho trovato questo interessante e simpatico video che spiega come si formano i fossili. Il video è realizzato con una grafica molto semplice ma diretta, simpatica e, cosa molto importante, chiara e comprensibile anche senza conoscere la lingua. L’ho proposto ad una delle classi terze, quella dove faccio anche scienze e in cui la LIM funziona (cosa da non sottovalutare).

I bambini di terza ne sono rimasti incantati, entusiasti e così, facendo leva sul desiderio di fare, ho proposto loro di riassumere quanto visto in 9 vignette, realizzando così un fumetto. Quaderno di inglese, dizionario, matita, gomma e temperino alla mano, abbiamo iniziato a progettare.

  1. Abbiamo visto e tradotto il video senza scrivere nulla.
  2. Abbiamo cominciato a decidere assieme quali scene erano importanti e quali superflue per stabilire se si poteva fare in 9 vignette.
  3. abbiamo scritto (o meglio, hanno scritto) sul quaderno, divisi per numeri, le frasi che spiegavano le fasi del processo di fossilizzazione e scoperta.
  4. Ho fornito loro dei fogli già squadrati (questione di agilità nel lavoro, ma potete farlo fare a loro se ve la sentite) per velocizzare.
  5. I bambini hanno cominciato a fare i disegni e scrivere nelle vignette le frasi in inglese trascritte precedentemente nel quaderno.

Il lavoro è stato lungo ed ha chiesto almeno 6 ore per tutto, ma dipende molto dalla velocità di esecuzione. I disegni li ho fatti anche colorare, il che richiede più tempo ovviamente. Questa attività è piaciuta così tanto ai bambini che sono stati loro stessi a chiedermi di farla per altri argomenti, proponendo i terremoti, i vulcani e altre cose di scienze. Niente di impossibile, anzi…probabilmente lo farò.

Per chi storce il naso di fronte al fatto che ho dato loro fogli già suddivisi in vignette…avete ragione, perfettamente ragione e avrei evitato pure io, non fosse che ho fatto una scelta ragionando sulla volontà di porre l’accento e dirottare la loro attenzione sul contenuto e sulla progettazione dello storyboard. Non è facile, ma la narrazione per immagini richiede progettazione (e questa è difficile pure per me che son sempre piena di idee, immagini, storie) e dare un ordine ad una storia che si vuole narrare. Insegnare questo passaggio implica dare un ordine mentale, cosa che li aiuterà, a mio parere, in futuro nella realizzazione di ogni progetto, anche non necessariamente grafico.

I fogli già suddivisi in vignette li ho trovati da Tiger. Il kit è acquistabile online (sfortunatamente io però non ho trovato lo stencil con le pose dei supereroi). Il librone contiene diversi fogli già suddivisi in vignette da due, quattro, tre, sei o nove vignette. Ho fotocopiato quello da nove! Costa 10€ ed è acquistabile anche sullo shop online del negozio (cliccate sull’immagine e ci arrivate direttamente).

Libricini così li trovate anche su Amazon, basta cercare “template vergini per fumetti”. Ho notato che si trovano anche con le nuvolette già inserite e non è un male perché obbliga a pensare a qualcosa per inserire questo o quel dialogo o frase, insomma è un altro modo di lavorare che stimola la fantasia.

La buona notizia è che questi template costano poco e sono acquistabili con la carta del docente.

Spero di avervi almeno ispirato per una bella attività in classe.

Per questa settimana vi saluto e vi lascio con alcune delle opere dei miei piccoli fumettisti di terza

Tenete presente che sono bambini di otto anni, ed onestamente per me hanno fatto un lavoro davvero pregevole.

Alla prossima attività

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, strumenti per docenti

Geoboard

Quando ero piccolina, non siamo nel pleistocene ma quasi, ricordo che amavo particolarmente quei pezzi di legno con i chiodini in cui dovevi comporre figure con gli elastici. Ci sarei stata ore a fare figure geometriche (ognuno ha le sue turbe), esattamente come amavo fare costruzioni con i pezzi di legno geometrici. I lego non me li ricordo in casa, ma ricordo che ci giocavo con un amico.

La geometria mi è sempre piaciuta, sia piana che solida, e non so spiegare il motivo onestamente, non a livello conscio almeno. Come insegnarla? Mi sono posta il problema molte volte. Come insegnarla a bambini che sembrano non avere nemmeno più l’elasticità che avevamo noi alla loro età? (ma l’avevamo davvero?).

Ho trovato, gironzolando per il web come mio uso, una serie di web apps, ossia di app che non richiedono necessariamente l’installazione per funzionare, ma solo una connessione. Il sito si chiama Mathlearningcenter e,tra le varie app disponibili gratuitamente, ho trovato Geoboard!

Nemmeno a dirlo l’ho dovuta subito provare, non sono riuscita a resistere. L’ho provata sul mio pc di casa, con windows 10, usando chrome come browser, niente che non possiate fare da scuola insomma.

Puoi installare l’estensione per il browser oppure usarlo su IOS, quindi su Mac e Ipad.

Aperta la web app mi sono trovata la scelta tra tre tipi di basi: quadrata, rettangolare e tonda.

Sulla destra, se selezionate “grid”, vi appariranno anche delle linee di collegamento tra i punti

Se andate a selezionare la voce ancora a destra vi appare la scritta “grid with numbers”, il risultato che otterrete selezionando questa voce è questo:

Una griglia con linee che collegano i punti e numeri sugli assi. Potrebbe essere utile anche per esercitarsi con l’orientamento spaziale, oltre che altre attività fattibili con questo giocattolino.

Ma ora passiamo agli elastici. In basso abbiamo diversi elastici colorati. Dobbiamo selezionarne uno e trascinarlo, tenendo premuto il tasto sinistro del mouse, sulla griglia. Si aggancerà in automatico a due punti vicini sulla griglia dove lasceremo andare il tasto del mouse.

Stessa cosa se vogliamo fare un quadrato o altri poligoni. Pensate sempre di avere un elastico e si comporta esattamente come un elastico. Basta avvicinarsi ad un puntino e vedrete che dalla x rossa si passa alla V verde.

Si possono aggiungere anche altre figure, basta prendere altri elastici e trascinarli. Ho già provato, e non ho trovato al momento limiti al numero di figure. Si possono mettere anche più elastici del medesimo colore quindi…sbizzarritevi!

COLORE DI RIEMPIMENTO

Possiamo riempire di colore le figure! Ebbene si! Se abbiamo due figure geometriche, ma ne vogliamo riempire solo una, basterà cliccare su un punto dell’elastico che compone la figura da riempire e selezionare il triangolino con la goccia in basso.

Ecco che la nostra figura si colorerà. E se volessimo invece colorare tutte le figure? Facilissimo, vicino al triangolo con la goccia c’è un simbolino con due figure geometriche e la goccia: se ci passate sopra col mouse vi apparirà la scritta “Fill all bands” ed ecco che tutte le figure geometriche sono magicamente colorate al loro interno.

Gli strumenti che seguono sono per me i più inutili, o utili a seconda del caso vostro. La cover, che sinceramente credo serva giusto se volete esportare il lavoro.

A destra si apre una calcolatrice che scrive sul nostro piano di lavoro (potete poi spostare la scritta. Carina eh, se volete magari far scrivere ai bambini i calcoli del perimetro del poligono rappresentato…per esempio.

A destra la T indica il Testo! Potete scrivere qualsiasi cosa, nei colori proposti, e spostarlo, mettendolo come appunto, titolo. nome del poligono, quello che vi suggerisce la fantasia.

La matitina indica invece il disegno! Libero, dritto, il colore, la gomma e la possibilità di cancellare tutto ciò che avete disegnato!

Carino in effetti, dipende sempre da cosa pensate di farci! Tuttavia riconosco che se volete magari scrivere o segnare cose sui poligoni, o magari gli angoli retti in un triangolo…ecco che la matita può servire.

Se andate su “Share”, ossia qul quadratino a destra con la freccetta che esce da esso (vicino alla i), ecco che vi appare questa schermata:

Share significa “condividere”, per chi non lo sa. Potete salvare l’immagine con “save image” oppure copiarla con “copy image”

Potete condividere con “Share a link”, dove c’è un link generato che potete inviare, per esempio, ai vostri alunni, o che gli alunni possono inviare a voi…

Share a code genera un codice che, scritto poi nello spazio che si presenta se cliccate sul simbolo della chiave, vi apre quel lavoro fatto.

Ed ecco che, con un minimo di attesa, vedete la schifezza che ho fatto giusto per sperimentare un poco questo strumento. Come sempre consiglio di provarlo anche voi direttamente, giocarci un poco fin quando non si prende confidenza e poi proporlo agli studenti.

Personalmente lo vedo utile sia in classe sulla LIM sia se i bambini hanno pc portatili o tablet per produrre a gruppi il loro lavoro. Come sempre spetta alla fantasia del docente fare di uno strumento un’occasione per imparare.

Per ora vi lascio

alla prossima web app (o no?) o articolo la vostra affezionata

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, strumenti per docenti

Giocare con i numeri: Tabelline divertenti

Le tabelline, si sa, sono la bestia nera di tutti gli studenti, l’incubo che accompagna anni di primaria (ma anche dopo). Onestamente non sono la mia passione e quindi capisco i miei alunni, ma dovevo trovare un modo per renderle divertenti e, soprattutto, aiutarli a trovarne un’utilità immediata.

I bambini, come è ovvio, non sono in grado di comprendere l’utilità futura, ragionano secondo una logica dell’immediato, nell’ottica del presente, per loro conta il “qui e ora”. Il futuro più prossimo è il loro compleanno o qualche aspettativa con prospettiva allettante.

Vagando per blog di altre maestre, da cui attingo volentieri e ringrazio, ho trovato un consiglio per gli acquisti che mi ha convinta al punto da accettarne pure il prezzo. Ho comprato il libro, corredato di CD, per giocare con le tabelline.

Alla modica cifra oscillante tra i 38€ e i 40€ potete avere questo validissimo prodotto. Dico validissimo perché in effetti mi son trovata benissimo ed i bambini si divertono un mondo. Il CD va installato nel computer della classe, avviso, altrimenti non si riesce ad usarlo, ma nel libro ci sono le attività anche in versione cartacea, offrendo i medesimi giochi senza bisogno di ricorrere alla LIM. Magnifico!

I miei alunni si sono innamorati della tombola e della caccia al numero, divisi in squadre, con le caramelle come premio (basta poco e fai felice pure i dentisti).

Nel CD si apre una schermata con una graziosa topina che ti chiederà di inserire il nome del giocatore. Ne basta uno. Una volta inserito ci sono ben 8 sezioni con relativi giochi. Sono tutti giochi molto carini, ma alla fine la classe sceglierà quello che più coinvolge e, si sa, le classi sono tutte diverse.

La tavola pitagorica è sia con puzzle, sia con numeri colorati. Credo che il puzzle sia più interessante anche se i numeri forse sono meglio per apprendere.

Ci sono anche altri giochi molto coinvolgenti e da fare divisi a squadre, purtroppo solo due, A e B.

In questo gioco la parte divertente è la riflessione sulla tavola pitagorica, ossia su quante volte si ripete un numero, scrivendo ovviamente anche le relative operazioni. Notare che un numero non si ripete mai più di un massimo di 4 volte.

Man mano che si indovina il numero apparirà sulla tavola pitagorica colorata. Volendo ci sono, scaricabili da CD, le tavole pitagoriche vuote che i bambini devono riempire man mano che si gioca…a voi la scelta.

Altro gioco vecchio quanto il mondo, forse, ma sempre coinvolgente è la battaglia navale…ma con le moltiplicazioni.

Ammetto che la dinamica di questo ho fatto fatica a capirla senza leggere il libro, ma comunque, anche per questa, ci sono i contenuti scaricabili anche da CD se non volete fotocopiare dal libro.

I Numeri misteriosi sono la passione dei miei bimbi. Divisi in squadre devono ovviamente indovinare i risultati delle moltiplicazioni. Avviso che in questo, come altri giochi, potrebbe esserci un tempo limite entro cui rispondere, avvisateli perché altrimenti insorgono (giustamente).

Puoi selezionare anche solo una delle moltiplicazioni uscite, ma io di solito le seleziono tutte per ricordare che possono essere invertiti i termini e il risultato non cambia.

Ultimo gioco è “Numerofarfalle”, dove puoi impostare la difficoltà. Le numerofarfalle van bene specialmente per le seconde e terze. Nel libro ci sono anche delle proposte per fare questo gioco senza uso della LIM, ma rendendolo comunque divertente e viene fornito il materiale da fotocopiare a questo scopo.

Le numerofarfalle sono piaciute meno ai miei alunni, non per il fattore tempo quanto perché forse graficamente li ha coinvolti meno, o magari è la dinamica che non gli piace.

Trovo comunque interessante e utile assecondare i gusti della classe laddove si può, pur cercando di offrire maggiore varietà di attività matematiche.

Ai bambini con maggiori difficoltà ho fornito una tavola pitagorica plastificata, il dramma è che alcuni hanno difficoltà a leggere pure quella. Ad ogni modo ho notato un miglioramento da quando fanno questi giochi, se non altro la motivazione ha un potere incredibile.

Ai prossimi “consigli per gli acquisti”

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro

Le proprietà delle operazioni

Durante la pausa natalizia, tra un areosol al profumo di uovo marcio, si è scoperto poi essere il fluimucil per areosol, e un videogioco gestionale per sopportare e cercare di stappare il naso, ho ripreso in mano quel progettino di libricini/riviste in piccolo formato. Otto paginette che condensano un argomento!

Questa volta si tratta di quello che già il titolo anticipa. Ho iniziato, prima di Natale, le proprietà dell’addizione e volevo che rimanessero bene in testa ai bambini, così come le future proprietà delle altre operazioni. Oltre agli esercizi che faccio fare, che servono per trasformare in automatismo l’applicazione della regola, ho fatto loro un cartellone ben appeso in classe per coloro che hanno più difficoltà di memoria.

Durante la pausa però ho pensato ad un quaderno che avevo alle elementari, allora si chiamavano così, che aveva in cima o in fondo alla pagina la tavola pitagorica, e che spesso utilizzavo proprio a quello scopo, per guardarla quando non mi sentivo sicura. A volte serviva solo come un tappeto quando sali il quadro svedese, se sai che c’è sali tranquilla e scendi senza problemi.

Mi sono posta la domanda: “e se facessi un libricino che riassume le proprietà delle operazioni da tenere sempre con loro? Magari incollato sul quaderno…”. Ho preso il programmino che utilizzo per questi casi, gratuito, anche se una donazione la farei visto che è utile, carino e molto facile da usare, e mi sono messa al lavoro.

Dopo circa un pomeriggio per impostare e realizzare il lavoro, con tanto di disegnini fatti da me (si, lo so, non sono granché, ma non dovevano attirare troppo l’attenzione), ecco qui, stampato e pronto per diventare un libricino. La paginetta vuota è lasciata appositamente tale per poterla incollare sul quaderno o dovunque si voglia.

Piegare il foglio a metà dal lato lungo

Piegare a metà dal lato corto del foglio (orientamento orizzontale).

Piegare le estremità verso l’interno fino alla linea mediana ottenuta.

Adesso dobbiamo tornare alla piegatura a metà dal lato corto e, con le forbici, effettuare un taglio su una parte del foglio, al centro, fino a metà della pagina piegata.

Ora attenzione, mettete il foglio come segue, guardate bene le immagini.

Se siete fin qui, non resta che piegare in modo che la pagina bianca sia il retro del libricino che si viene a formare. Chiudete a libro insomma, schiacciate bene così da avere un bel libricino.

Potete fare come me ed incollare tra le piegature.

Come già spiegato in un articolo su come fare questi giornalini, pubblicato a Settembre, si possono usare per qualsiasi argomento e possono realizzarseli anche da soli volendo. Io ho realizzato questo. Volendo si può pinzare con la pinzatrice magnetica di cui ho parlato nell’articolo del 3 Febbraio, se cliccate sull’immagine a sinistra andate all’articolo, esattamente al centro, così i bambini non rischiano di di aprirlo e non saper più come richiuderlo.

Se vi interessa il lavoro fatto, invece, scrivetemi a diariodiunamaestra@gmail.com oppure alla mia pagina facebook, così potrete scaricarlo direttamente da lì risparmiandovi un lavoraccio. Si accettano ovviamente pareri e suggerimenti su eventuali modifiche e migliorie, sono ben consapevole che il lavoro non è perfetto e nemmeno lo spaccio per tale, quindi attendo consigli.

Al prossimo “lavoretto”, la vostra affezionata

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro

Misuriamo: le temperature

Nel libro di testo che stiamo utilizzando, in scienze, nell’argomento “temperatura” ho trovato un grazioso schema sulle parti del termometro.

Chi usa lo stesso testo lo avrà probabilmente riconosciuto (a meno che la stessa immagine non venga usata anche per altri testi). Molto carino, senza alcun dubbio, ma stringi stringi ai bambini interessa più usarlo che sapere come è fatto.

In realtà interessano entrambe le cose, ma ho notato che, almeno i miei, prima vogliono usarlo e poi capire come è fatto.

Ho iniziato ad insegnare scienze con tanto entusiasmo ed un’idea ben chiara di come avrei voluto impararla io alla loro età: gli esperimenti! Il web è pieno zeppo di video educational di esperimenti, ma farli in classe è un altro paio di maniche, ed è più divertente e coinvolgente, ammettiamolo!

Il problema è come far misurare elementi come il ghiaccio o l’acqua bollente? Ebbene, è venuto in aiuto il mio compagno che, con molto pragmatismo, ha involontariamente sottolineato la mia crassa ignoranza, o il mio vivere nel mondo dei loaker, facendomi notare che esistono i termometri da laboratorio e che, udite udite, si vendono pure su Amazon. Mi sono precipitata, si fa per dire, a guardare su Amazon a cercarne uno con un buon rapporto qualità prezzo ed ho comprato questo:

Misura dai -10 ai 110 C° e questo ci garantisce qualche esperimento con acqua allo stato solido, liquido, vapore. Non costa un patrimonio, sono solo € 9 ma è resistente e devo ammettere che i bambini si sono divertiti a misurare l’acqua a diverse temperature.

E’ piccolo e non ingombra, io lo metto in borsa quando so che ho scienze e lo riporto a casa e non mi pesa (lo riporto a casa perché ci gioco pure io)!

Abbiamo fatto diversi esperimenti, compreso misurare la temperatura della punta ben scaldata del mio pirografo, della gruccia di metallo scaldata dall’accendino e del ghiaccio sciolto dal sale dopo 10 minuti. I bambini si sono divertiti pure a misurare la temperatura dell’acqua messa in un bicchiere davanti alla finestra.

Non serve in effetti chissà qualche strumentazione per divertirsi con le scienze, basta poco!

Il termometro lo trovate su Amazon cliccando sull’immagine.

Spero di esservi stata utile

al prossimo “giocattolino” per maestre dalla vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, insegnarte

Coloring book gratuiti

Da anni oramai uso Google Arts&Culture anche nella didattica di Arte e lingua inglese…ma anche cenni storici, in fondo arte e storia vanno a braccetto.

In Google Arts&Culture vi sono anche dei giochi, ve ne avevo parlato già a Settembre, molto carini da fare con i propri figli o in classe, per riempire qualche tempo morto o per integrare la lezione con elementi ludici. Per chi invece cerca qualcosa di più “canonico” ma comunque utile vi sono i libri da colorare. C’è chi li vende e chi, come Google Arts&Culture, li rende gratuitamente scaricabili. Devono aver avuto notevole successo visto che ne hanno fatto almeno otto edizioni (non le ho viste tutte però).

Il primo apparso raccoglie alcune opere famose, pittoriche e architettoniche, e giochi come unire i punti, labirinti etc.

Ciò che rende molto interessante ed utile questo strumento è che si può utilizzare sia on line che scaricarlo e farne fotocopie. La seconda opzione a mio parere è molto utile.

Cliccate sull’immagine a sinistra ed andrete alla pagina dove trovare il coloring book on line.

Cliccate su “Gioca” e vi appariranno diverse opere, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Se vi interessa tutto, o ne volete una copia offline da farvi stampare o da stampare, andate a cliccare nel pulsantino grigio in alto a sinistra dove è scritto “Vuoi colorare offline? Stampa il libro”…più semplice di così…

Se vi interessa una sola opera, senza dover stampare tutto, andate a cliccare sull’opera scelta per la vostra attività. Io ho scelto “la grande onda” di Hokusai, perché mi piace il dinamismo ed i colori semplici ma nel complesso evocativi (i bambini però si perdono nelle sfumature della schiuma).

A questo punto si può colorare online, facendo vedere per qualche minuto l’originale e poi chiamandoli alla LIM per fargli aggiungere un colore alla volta, oppure scaricare, stampare e fotocopiare in modo che possano averne copia sui loro quaderni o nella cartellina di arte…come vi siete organizzati insomma.

Per scaricare andare a cliccare il pulsantino a destra, quello in mezzo ai tre pulsanti, quello con la freccia verso il basso e la lineetta. Insomma, quello della figura a sinistra!

Ve lo scaricherà subito mettendolo nella cartella “download” che si trova in “Documenti” (se avete Windows). Ora dovete solo stampare e farne ciò che desiderate.

Prima dicevo che ne hanno fatto 8 versioni, ebbene questa mostrata è la prima apparsa su Google Arts&Culture anni fa, nel mentre, hanno fatto altre versioni di cui vi ho preso una bella schermata, e non escludo a questo punto possano farne altre.

A mio parere possono risultare anche interessanti per approfondire tematiche differenti, come per esempio l’arte islamica o l’edizione Kwanzaa etc. Se cliccate sull’immagine andrete direttamente alla pagina dove poterle visionare comodamente con i vostri tempi e con tutta calma, senza stare ad impazzire per cercare nel web. So che non siete pigre/i, ma il tempo è denaro e se si può farvelo risparmiare è tutto guadagnato (per programmare meglio…).

Spero di esservi stata utile o di ispirazione, se avete piacere, scrivetemi e metterò le vostre esperienze con questo strumento in una pagina apposita.

A presto, la vostra

Maestra Imperfetta