Il paradosso è che ,quando si lavora nello stesso Istituto, si può chiacchierare per anni e non ricordare il nome, ma solo il cognome.
Succede a me, oggi, 29 Novembre 2020. Un collega, considerato amico non tanto per la frequentazione, scarsa a dire il vero visto che non c’è mai tempo, ma per la passione condivisa per il disegno, è mancato.
Gli dedico questo articolo perché, oltre alla maestra Anna che mi ha invitata caldamente a proseguire e credere in questo blog, ho deciso a caldo, e non dubito che una volta elaborato il lutto non cambierò idea, di dedicare il Blog anche a lui.
Il primo anno abbiamo passato una ricreazione a parlare di Schiele e delle sue opere, e lui mi stupì raccontandomi le dimensioni dei disegni dell’artista, ma entrambi ne eravamo affascinati.

Egon Schiele1917
National Gallery Prague
Prague, Cechia
Successivamente tutti i collegi docenti ed assemblee sindacali eravamo seduti accanto a disegnare assieme, facendo ritratti ai colleghi.
Assieme abbiamo scelto le copertine per i diari della scuola e quando abbiamo assistito ad un incontro con Recalcati a teatro, eravamo seduti vicino ad ascoltare, commentare e…disegnare anche al buio.

Quel giorno, a tal proposito, mi ricordo aveva perso la sua matita. Gli ho ritrovato la matita e consegnata e lui, dopo, su whatsapp mi ha scritto:
” Grazie che mi hai trovato la matita, simulavo bene ma ero sull’orlo di una crisi.”
Una frase semplice che oggi assume significati più profondi.
Ed ora ricordo il suo nome…Silvio! Ricordo anche che paradossalmente il suo nome mi veniva in mente quando lo vedevo sorridermi, sempre allegro e pronto alla battuta, disponibile al confronto ed all’incoraggiamento.
Ricordo quando mi disse delle lezioni di nudo dal vivo all’accademia, del desiderio di dipingere durante il lockdown, dei confronti e dei consigli (la prospettiva non esiste). Non mancava mai di sorridere a tutti e salutare e tra noi si parlava di arte volentieri. Ricordo pure quando ci confrontavamo sui reciproci stili, lui così accademico e fotografico mentre io così stilizzata e fumettistica…eppure gli piacevano i miei sketches e voleva guardarli.
Ricordo una lezione sulla composizione nei quadri fatta ai ragazzini di terza media (secondaria di primo grado lo so ma le chiamavamo medie come ai vecchi tempi) che ho dovuto registrare per una presentazione…uno dei quadri era “La zattera della medusa”, sarei rimasta ore ad ascoltarlo tanto era bravo, ed i ragazzini erano ipnotizzati da lui.

Aveva promesso che mi avrebbe aiutata a fare laboratori di arte per i bambini dopo la pensione, poi è arrivato il Covid e ora…
Grazie Silvio per aver condiviso la passione per l’arte, per avermi fatto ridere e sorridere ogni volta, per avermi permesso di conoscerti ed apprezzarti.
Grazie per la tua bellezza (anche se so che dirai che esagero).
Ad un uomo buono dedico ciò che è la dedica di una donna, in un libro, che trova nel vecchio ammiraglio un’anima culturalmente affine, ma purtroppo la separazione è inevitabile.
“Ci sono uomini che passano per la vita senza lasciare traccia, e altri che rimangono e non si dimenticano mai.”
[Due uomini buoni- Arturo Pèrez-Reverte]
Ciao e grazie di tutto,
Buona sera,
È incredibile, mi metto a guardare internet in cerca di notizie su Silvio Intiso, perché da fb capisco che ( forse ) è morto, o meglio, che forse è il Silvio che conosco io ….e incappo in un blog, in un saluto di una collega. Purtroppo capisco che è lui, e mai mi permetterei di scrivere….se non fossi “chiamata in causa”…..ebbene sì: io conoscevo Silvio di vista fin da bambina perché veniva a Paveto in campagna dove andavo anch’io , ma soprattutto, da “grandi”, ci eravamo ritrovati all’Accademia, io ero una delle “modelle” di nudo di cui forse le aveva parlato, ho avuto l’onore di farmi dipingere da lui. Mi dispiace un sacco, era una bellissima persona 😞
Era una persona meravigliosa, la scuola tutta non è più la stessa senza di lui. Parlavamo del corso che stava facendo all’accademia ma, onesto com’era, non mi avrebbe mai parlato nominando una modella o un’altra. Ricordo che mi aveva invitata ad iscrivermici, che lo aveva ispirato molto disegnare dal vivo, e scherzava volentieri sulla gelosia della moglie se mai avesse invitato una modella per disegnare in casa (cosa che avevo detto che mi sarebbe piaciuto). Era una delle persone più belle che abbia mai incontrato.