Pubblicato in: opinionibus, vita privata di una maestra

Ordine e disordine, ovvero le fisse di ordine che ogni tanto mi prendono nei momenti meno opportuni

Titolo lunghissimo, e lo so che non è da me, ma non potevo fare diversamente. Questo articolo è una pagina di diario vera e propria, come ne ho disseminate nel percorso di tanto in tanto.

Cercando dei vecchi librogame…edizione librogame, che nel corso della mia preadolescenza ed adolescenza ho collezionato rinunciando alle merende per comprarli, per trovarne uno in particolare titolato “Il signore di Ravenloft” mi sono ritrovata con disappunto a scoprire di averne solo 3. Ne avevo di più e me lo ricordo benissimo.

Il vecchio librogame che cercavo…

Ricordo con affetto i primi librogame e l’affetto e simpatia provati per Pip, nella collana “Alla corte di re Artù”. Ricordo anche due librogame, mi pare almeno uno prestato, con Dracula e Frankenstein. Non tiriamo fuori i bacchettoni che siamo, alle medie me li divoravo e tanto più erano spaventosi o rosa, tanto più mi piacevano. L’importante è leggere! Dal momento che sono testarda come un mulo e ricordo perfettamente di averne di più, e il mio partner ricorda che ne avevo portati di più, ecco che mi sono messa a cercare tra gli scaffali della libreria scoprendo, con vivo disappunto, che non solo ho accumulato polvere ma ho una marea di libri che non ho nemmeno sfogliato, oltre ad averli disposti senza un preciso ordine logico.

Tra tosse, panni cattura polvere buttati perché oramai irrecuperabili, e libri di arte e letteratura che non ricordavo minimamente di avere, ma appartenuti ad una cara zia e trafugati dalla calata degli Unni (gli zii e parenti) a depredarne la stanza una volta deceduta, mi sono ritrovata a riflettere sulla quantità di materiale che compulsivamente accumuliamo come maestre “perché non si sa mai può servire” e spesso nemmeno utilizziamo, finendo per usare sempre le stesse cose, le stesse idee, riciclando, rimasticando, ruminando la medesima roba.

Certo non mi permetto di dire che bisogna cambiare ad ogni ciclo, d’altronde cambiano i bambini e non è giusto che i nuovi non facciano esperienze che hanno fatto i predecessori, ma guardando un libro di arte giapponese o di Chardin, mi domando se non possiamo allargare a quadri e artisti meno sdoganati, anche se questo ci obbliga a ripensare la didattica, inventare, creare qualcosa di nuovo o adattare qualcosa di vecchio per rinfrescarlo.

Preghiera prima del pasto-Chardin

Ovviamente questo costa una certa fatica e con i ritmi scolastici, tra PEI, PDP e altre amenità, tra colloqui, potenziamenti e soluzioni creative che dobbiamo trovare quotidianamente, non è facile e non possiamo nemmeno sempre metterci lì e pensare alla scuola anche Sabato e Domenica, con la certezza di scatenare il dissenso dei nostri familiari (animali compresi, mi sono presa due morsi per il dissenso).

Riflettendo sulla necessità di fare qualcosa per sfruttare tutta questa conoscenza cartacea accumulata, mi sono ritrovata a guardare l’ora e scoprire che nel frattempo non ho combinato nulla se non scrivere e pensare, ma il piano delle attività da fare in settimana ancora è lì che mi aspetta…poco male, faranno inglese.

Ah…i librogame trovati continuano ad essere solo tre, ma li rileggerò lo stesso.

La vostra meditabonda

disordinata

Maestra Imperfetta

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Autore:

Sono una giovane maestra (giovane come anni di insegnamento, non come età...ma è relativo). Insegno arte, musica, inglese e tecnologia, ma non posso escludere che in futuro non mi trovi ad insegnare altro. Ho trovato nella scuola dove insegno colleghi simpatici e collaborativi, un ambiente famigliare e attivo che continua a fornire stimoli culturali cui attingo a piene mani. La mia gratitudine è a loro ed a tutti gli insegnanti di qualsiasi ordine e grado che hanno contribuito e contribuiscono, senza saperlo, a rendermi quella che ritengo di essere oggi...una maestra consapevole.

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