Pubblicato in: diario di una maestra, opinionibus

La pigrizia del docente

Non è una provocazione, è realtà! Quando inizi come docente sei pieno di entusiasmo, come è normale che sia, ed hai millemila idee, ma poi ti assegnano più di una materia ed ecco che il tempo stringe e dalle 24 ore, tolte le 4 o 5 di lezione giornaliera (parlo per la primaria), sfamare la famiglia (contiamo un’ora tra preparare, mangiare e sparecchiare), pulire un poco casa e qualche commissione, dormire almeno 6 ore (sarebbe meglio 8 ma finiscono per essere almeno 6)…il tempo per preparare lezioni e schede è sempre troppo poco.

Photo by Andrea Piacquadio on Pexels.com

Le idee magari le hai, ma ordinarle e dar loro forma e tradurle nella pratica non è immediato ed ecco che, dopo tre ore passate a fissare il monitor nemmeno fosse l’oracolo supremo, ti risolvi a cercare risorse già fatte su pinterest o altri siti di docenti che (vorrei davvero sapere come), hanno creato cose bellissime.

Ecco, a me capita che a volte ho idee ma non ho il tempo di metter giù o abbozzar qualcosa, altre ho il tempo e la voglia ma non ho le idee. Risultato? La pigrizia del docente! Chissene e vado su pinterest!

Mi dovrei vergognare? Inizialmente avevo anche pensato che forse avrei dovuto farlo, ma alla resa dei conti tengo presente sempre poche ma semplici e utili cose che mi aiutano ad affrontare i mille dubbi sul mio valore, che si tramutano in masturbazioni mentali degne di un poeta romantico ottocentesco, o di un filosofo volendo:

1- sono un essere umano! Non sono perfetta, sono fallibile, non posso sapere tutto!

2- Ho dei limiti, li accetto! La creatività e l’ispirazione a volte mi abbandonano per mesi e poi improvvisamente tornano…devo farne una malattia? No! Vivo la mia vita prendo quel che viene!

3. Ho bisogno di un poco di tempo per farmi i cavolacci miei! Non parlo solo di dedicarsi alle proprie passioni extrascolastiche sia chiaro, ma anche semplicemente oziare sul divano (hon comporta scomunica). Se è vero che una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta…è anche vero che una vita senza qualche minuto di pace e ozio porta a problemi psichiatrici a lungo andare (non da ricovero forse ma…poco ci manca).

Se io, docente, svolgo il mio lavoro con coscienziosità, responsabilità e attenzione non sarà certo l’idea copiata da un/a maestro/a su pinterest a rendermi il peggior docente dell’anno, così come non sarà la scheda scaricata da una guida a rendermi un’incapace, se così fosse dovremmo mettere in discussione le competenze degli autori di tali libri.

Ora mi rivolgo quindi a te, che ti senti in colpa perché non ti viene in mente niente e la tua collega magari è più brava e creativa! Non fartene un problema, non sentirti da meno, non lo sei, piuttosto sfrutta la creatività della collega e chiedile magari se vuole collaborare e magari scoprirai che anche lei prende spunto o copia da altri. Copiare non è reato (fin quando non vendi le idee come tue e ne trai profitto), è una forma di ammirazione in fondo, se copi vuol dire che ritieni valido quel progetto.

In questo esercizio di cambio di prospettiva, mi auguro di aver aiutato alcuni docenti a fare pace un poco con loro stessi guardando le cose sotto un’altra angolazione, un poco come quando guardi le statue e scopri quel punto in cui sembra che la statua faccia qualcosa o fissi qualcuno (e lì mi scatta il ditino sulla reflex).

Vi auguro un buon cambio di prospettiva e divertimento nel farlo.

Alla prossima

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, Impara a disegnare con me., insegnarte

Art Map Illustration

Tra Geografia, Storia e Arte!

Una delle cose che mi diverte maggiormente dello scrivere articoli per questo blog è proprio inventarmi dei titoli. A volte mi riesce in modo soddisfacente, per me almeno, altre volte mi rileggo e vorrei nascondermi…ma non lo faccio.

Nuova scuola, nuove (e vecchie) materie. Mentre riflettevo sui dilemmi profondi e gravi della vita da maestra, ossia se mi toccherà Geografia o Storia oltre le materie già assegnatemi, mi è capitato sotto gli occhi uno dei miei libri/manuali di arte da cui prendo spunto a piene mani (devo pur documentarmi, anche in arte non si finisce mai di imparare).

Ma partiamo dal principio…no, scherzo, non mi dilungo troppo, o almeno ci provo. Tempo addietro ho visto qualche mappa come questa

Nemmeno a dirlo mi è piaciuta tantissimo e, da brava maestra, come tutte e tutti i docenti, mi è balenata l’idea di farla fare ai miei bambini. Entusiasta come poche stavo già partendo con la quarta inserita quando mi sono fermata a riflettere…da dove inizio?

Sembra una sciocchezza, ma l’organizzazione è alla base di tutto, specialmente quando lavori con 20 bambini. Io ne avevo 4 in meno, ma questo non significa che fosse trascurabile il discorso organizzativo del lavoro. Quali materiali? Come procedere? Cosa rappresentare? Come rappresentarlo?

Ho lasciato perdere il progetto ancora prima di iniziarlo. Ora, nemmeno a farlo apposta, a mente fresca e riposata dopo anni difficili, mi è ricapitato sotto gli occhi uno degli innumerevoli libri:

Se volete acquistarlo, costa poco più di 6€. Cliccate sull’immagine e arriverete al link dove comprarlo.

Il problema di chi disegna per proprio diletto è che certi aspetti organizzativi del lavoro diventano nel tempo così automatici che tradurli in passaggi da far fare a chi non ha esperienza è obiettivamente complicato…ma non impossibile. Un buon libro spesso ti salva, pur facendoti sentire un emerito cretino pensando “era così facile, perché non ci ho pensato prima?”.

Veniamo al nostro lavoro. Dopo attenta lettura del libro, ho deciso di provare prima su di me, per vedere se poi va bene fatto con i bimbi. I passaggi li farò con la mia wacom cintiq per mia comodità e perché non ho ancora comprato la lampada a led, ma sono fattibilissimi anche senza attrezzatura tecnologica. Se abbiamo una LIM in classe meglio, altrimenti tocca disegnare noi alla lavagna e loro a copiare. Ma andiamo per gradi.

MATERIALE-

carta e cartoncino

penna nera (anche biro va bene, ma meglio un tratto pen)

matita e gomma

righello (facoltativo)

colori a scelta (volete acquarelli o pastelli? Matite? Come volete voi)

SCELTA DELL’AREA GEOGRAFICA

Primo passaggio è la scelta dell’area geografica. Getto la maschera…abito a Genova, pertanto prenderò una porzione di Genova. ACHTUNG, una porzione, non tutta, perché è sempre meglio iniziare da poco. Inoltre prendo spunto dall’uscita didattica fatta quest’anno a Maggio, al Museo del Mare (che mi ha fatto venire in mente altre attività, ma devo riordinare le idee). Qui possiamo scegliere 2 modalità

Opzione 1: mettete la porzione che interessa sulla LIM e i bimbi devono copiare le vie principali a matita sul foglio

Opzione 2: fate voi una mappa base e i bimbi ricalcano col vecchio sistema del foglio alla finestra (è tutto muscolo dai, possono sforzarsi)

Potreste anche dare la fotocopia già fatta da voi…ma mi sembra riduttivo e poco utile. Non dimenticate di fargli mettere una bussola nella cartina che faranno.

Qualsiasi cosa decidiate, il primo passo è tracciare i contorni dell’area interessata.

Ho usato Google maps per evitare l’acquisto di cartine geografiche.

Una volta tolto il foglio su cui avranno copiato il contorno, il risultato sarà questo

Qui si capisce effettivamente poco, quindi meglio aggiungere il colore

Col mare colorato in effetti i bambini si orientano meglio. Così si capisce in quale area devono disegnare le strade.

STABILIAMO I PUNTI DI INTERESSE

Per stabilire i punti di interesse si può fare una ricerca assieme a loro, documentarsi e fare un brainstorming di classe per decidere assieme quali sono le cose che val la pena vedere, oppure ci si può basare su un percorso fatto durante un’uscita didattica. A scelta. Io ho unito i percorsi di due uscite andando a scegliere i luoghi visitati.

Galata Museo del Mare (consiglio vivamente)

Acquario (conosciutissimo e comunque non troppo lontano)

Casa di Cristoforo Colombo.

Teatro Carlo Felice

San Lorenzo

Palazzo San Giorgio.

Troppi? Possiamo levarne qualcuno! Intanto riprendo la mappa e mi segno i punti e le strade dove si trovano questi luoghi. Non segnerò tutte le strade, ma solo quelle principali senza badare alla perfezione, rovinerebbe solo la qualità artistica e scanzonata del lavoro.

Non convince? Nemmeno a me, ma il problema è che abbiamo girato in un’area ristretta e la città ha tantissimi punti di interesse. Ma aspettiamo. Ora abbiamo solo preso le vie principali, quelle che abbiamo percorso.

DISEGNAMO (e coloriamo) I PUNTI DI INTERESSE

Adesso dobbiamo arricchire la nostra mappa! Abbiamo i punti di interesse e qui entra in gioco l’arte, aiutandosi con un poco di geometria. Dobbiamo disegnare su un foglio a parte i siti scelti. Questa parte sarà più lunga suppongo, ma i disegni non devono essere perfetti e non devono essere grandi. Per la grandezza regolatevi su quella del foglio su cui li fate lavorare. Questo lavoro si può fare prima sul quaderno e poi su cartoncino più grande (perché no?)

Ammetto che dopo tre disegni avevo voglia di ridurre i luoghi di interesse, ma non posso certo rimangiarmi la parola. Insomma, i disegni, come vedete, non sono perfetti, precisi o dettagliati, in fondo basta che rendano l’idea. La capacità di sintetizzare esteticamente è importante e non facile, ma utilissima nel disegno.

Mettiamo da parte il foglio con i disegni dei luoghi di interesse e torniamo alla nostra mappa.

COLORIAMO LA MAPPA RESTANTE

Possiamo procedere in due modi:

  1. colorare la mappa nell’area dove dovranno disegnare le strade e, in seguito disegnare le strade principali
  2. disegnare prima le strade principali e poi colorare la zona evitando di andare sopra le strade, che rimarranno bianche.

La decisione sta a voi ed al vostro gusto estetico.

Eccoci, non è colorata la strada, ma procedendo digitalmente posso rimandare.

INSERIRE I LUOGHI DI INTERESSE

Servono colla e forbici!

Prendiamo i disegni che abbiamo fatto precedentemente in un foglio separato e ritagliamoli. Li incolleremo nei punti dove si trovano. Ecco, magari meglio segnarsi in qualche modo i punti in questione.

Quando vengono incollati non bisogna preoccuparsi se coprono strade o parti della mappa, quello che conta è far capire che si trovano lì, in quell’area, mica lavoriamo per google maps.

Dal momento che mi sembrava un tantino spoglia la mappa, ho deciso di introdurre anche quell’area verde che mi sembrava dare una nota di colore. Si possono mettere anche triangolini verdi in vie alberate, casette o magari un disegnino di forchetta e coltello se c’è un ristorante famoso…insomma aggiunte se ne possono fare. Per il momento però i luoghi stabiliti son questi e li abbiamo messi.

Non vi convince? Giusto, è perché manca il nome della città forse, e anche la bussola! Per la bussola si può fare un disegno molto semplice, meglio se fatto da loro, un disegno preso da internet stonerebbe con i disegni fatti dai bambini, stile troppo differente. O si fa un collage anche con gli altri edifici o meglio tutto disegnato.

Ebbene si! Nessuno vi vieta di fare tutto collage! Anche il collage è una tecnica, ma tanto la cartina base dovete farla a mano.

Ecco qui! Il lavoro è finito! Forse così non convince, d’altronde io l’ho fatto interamente digitale dando più risalto agli edifici che alle vie, ed onestamente sono stata piuttosto veloce con le vie, ma serviva rendere un’idea.

Spero che questo lavoro possa comunque ispirare i vostri e spero mi mandiate i vostri lavori scrivendomi però la scuola, città e la classe che li ha realizzati (III°, IV°, V° etc) e li pubblicherò volentieri nella sezione gallery.

Al prossimo lavoro

la vostra

maestra imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro, insegnarte

Piccoli giornalisti per piccoli giornali

Un’attività che mi ha sempre incuriosita sono le fanzine, mini magazine, ossia mini giornali, da fare con i bambini. Non è difficile, basta solo un poco di pratica e il resto è facilissimo. Gli argomenti da trattare possono essere tanti e possiamo fare mini giornali a tema singolo oppure un tema per pagina (pur considerando che le pagine sono piccole).

Per cominciare prendiamo un foglio A4, ossia un normale foglio per stampante, o cartoncino se volete, ma va benissimo da stampante per cominciare.

Pieghiamolo prima a metà dal lato verticale, poi piegate ciascun lato verso la piega interna a metà.

Ora piegate a metà il foglio dal lato orizzontale.

Assicuratevi che sia ben piegato, potete passare un righello sul bordo quando piegate, così che si rafforzi bene il segno.

Ora che avete ottenuto ben 8 parti, piegate come da figura e tagliate a metà. Sembra difficile questa parte, ma non lo è.

Una volta piegato, ed ottenuto il libretto, potete numerare le pagine così che, una volta riaperto, i bambini (e voi) potranno regolarsi sull’ordine delle pagine.

Vi lascio il layout con l’ordine delle pagine per vostra comodità

Ora che avete il layout, potete passare a far fare ai bimbi diversi lavori. Potete fargli fare per esempio una specie di carta di identità, con quello che gli piace, non gli piace, ritratto del cane etc etc.

Potete invece far fare ai bambini un piccolo dizionario dei mostri, o magari ciascun bambino disegna un dinosauro e fa un giornalino sul dinosauro a lui assegnato. Insomma ci si può sbizzarrire.

Una volta finito, e qui viene il bello, si possono fare fotocopie o magari lasciare l’area chiamata “back cover” bianca così da incollarla su un cartellone. Le idee che possono venire in mente sono tante e non spetta certo a me dirvi cosa fare o no, d’altronde ogni collega è dotato di creatività e invettiva.

a presto, la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro

Stampini home made

Quando vado dal negozio dei cinesi più o meno sotto casa, non riesco ad uscirne senza nulla in mano! Una vera tragedia…o no?

Ero andata con l’intento di prendere del materiale per fabbricarmi la pascalina (lo vedrete in un prossimo articolo…se riuscirò a costruirla), ma ecco che mi cade l’occhio, tra gufetti, letterine di legno e girasoli adesivi in peltro, su dei rettangoli di legno.

Giusto poco prima avevo adocchiato delle gomme da cancellare…detto fatto! Appena tornata a casa ho preso cutter, pirografo, matita e compasso da1€ utile quanto i saldi per le taglie medie o superiori…praticamente inutilizzabile, e mi sono messa al lavoro.

Piccola premessa! Avevo già dei timbrini ad emoticon ma con l’uso frequente si sono rovinati, per cui ho deciso di fare da me, sarà meno perfetto il risultato, ma è altrettanto soddisfacente, forse anche di più perché fatto da noi.

Occorrente:

  • 4 pezzetti di legno rettangolare o quadrato, non troppo grandi
  • una gomma bianca di media grandezza (non prendete quelle piccole)
  • matita (io preferisco quella tecnica, mi consente maggiore precisione sui disegni piccoli)
  • cutter
  • colla a caldo
  • inchiostro e cuscinetto

Il pirografo in realtà è facoltativo, io ce l’ho e quindi l’ho usato, ma si può fare anche con un banale pennarello da Cd.

PROCEDIMENTO

Prendete la gomma e levatele il vestitino di carta.

tagliate la gomma in due parti.

Una volta tagliata la gomma in due, taglia le due parti ottenute a metà, così da ottenere quattro pezzi di gomma.

Adesso abbiamo i quattro pezzi che ci servono per fare quattro timbri per gli emoticon.

Si sa che i bambini vanno matti per queste cose, e paradossalmente non serve che siano comprate e perfette, se ci si fa aiutare da loro è anche meglio. Ma continuiamo!

Ho disegnato gli smile sui pezzi di legno e sulle gomme usando la matita.

Non è venuto forse perfetto, ma il compasso non mi funzionava quindi, pazienza, si fa di necessità virtù.

Adesso che gli smile sono disegnati, provvediamo ad usare il cutter per levare i bordi, gli occhi e l’interno della bocca. Dobbiamo ricordare che quello che leviamo è quello che risalta nel timbro perché non prende inchiostro.

Gli occhi non sono facili, ma con un poco di impegno non sono impossibili, anche se a stella. Se non volete a stella si possono fare a cerchio oppure ovale, come si preferisce.

Rifinite i bordi con il cutter facendo attenzione a non tagliarvi, mi raccomando.

Sui pezzi di legno disegnate gli smile che avete disegnato sulla gomma, ad ogni pezzo di legno deve corrispondere un solo smile. Chi ha il pirografo, può incidere sul legno lo smile, diversamente si può usare un pennarello per materiali o per cd.

Cliccando sull’immagine del prodotto andrete direttamente al link di Amazon dove acquistarli. Si trovano comunque anche negli ipermercati e nelle cartolerie.

Io ho usato il pirografo per incidere ed il risultato mi sembra anche carino se pure decisamente poco professionale (si può fare di meglio). Oggi però non ci concentriamo tanto sul prodotto finale quanto sul procedimento, sono sicura che voi farete meglio.

Adesso che abbiamo disegnato/inciso e tagliuzzato la gomma come non facevamo dai tempi delle medie/superiori (ai miei tempi si chiamavano medie), procediamo con l’assemblaggio. Prendete un foglio di carta acetata o carta da forno se preferite, qualsiasi cosa purché non sia stoffa o altro materiale che la colla a caldo possa rovinare.

Mettete la pistola a caldo in carica e, una volta ben calda la colla, mettete della colla a caldo sul retro di una delle gomme con gli smile per poi incollarla al retro del legno con lo smile corrispondente. Cercate di incollare in modo che gli smile siano “dritti” ossia orientati allo stesso modo o quando poi userete gli stampini rischiate di confondervi.

La parte incisa deve andare sotto, ma orientata all’esterno, mentre la parte non incisa andrà incollata al lato non disegnato del legnetto, come da immagine.

Aspettate qualche secondo perché la colla a caldo asciughi e fate giusto qualche prova.

Ecco pronti i timbrini per far divertire i bambini, gratificarli o altro. Si può fare lo stesso procedimento anche con altre forme ovviamente, a estro del singolo.

Se li fate per conto vostro sono facili e veloci, io ci ho messo un’ora e mezza circa (per via del pirografo).

Si possono comprare anche inchiostri colorati per rendere più allegro usare gli stampini, o potete fare con le gomme le lettere dell’alfabeto. Le idee sono tante, ci vuol solo tempo, materiale e pazienza.

Alla prossima attività

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: diario di una maestra, Fai da te del maestro, insegnarte, Strumenti google per docenti, tecnochicche

Indovina la linea

L’estate sta finendo

un anno se ne va

non ho niente da fare

cerco novità…

Mi sono divertita a variare un poco i Righeira (vecchie glorie che rispolvero quando mi manca l’infanzia) ma non me ne vogliate, ascolto rock, hard rock e altro genere di solito, oddio, in realtà di tutto un pò.

Ma non è di gusti musicali, discutibili o meno, che voglio parlare in questo articolo, bensì di un gioco molto carino, fattibilissimo e divertente, da fare sotto l’ombrellone o in montagna tra un fiatone e una polenta col ragout di cervo in uno di quei rifugi a mille e passa metri. Potete fare questo giochino anche se non sapete disegnare, anzi, vi dirò, se pensate di non essere capaci di disegnare sicuramente vincerete.

Si accede dall’app Google Arts& Culture, disponibile su web, android e IOS e fattibilissimo anche con il dito, senza necessariamente avere apple pencil o altre penne per scrivere su tablet e smartphone. Il gioco si chiama “Guess the line”, ossia “indovina la linea.

Cliccando sull’immagine andrete direttamente al gioco.

Tutorial e tutto il resto è unicamente in inglese (lo dico sempre che l’inglese apre tante porte) ma il gioco è semplicissimo.

Ci sono delle carte che ti dicono cosa disegnare. Ogni turno ha determinate carte. Ti chiederanno cose assurde ed onestamente mi sono trovata in difficoltà pure io, ma stimolano la fantasia.

Ogni disegno ben riuscito è una carta collezionata e quindi un punto.

Per ogni carta hai 60 secondi di tempo per disegnare nell’area in bianco sopra il gruppo di carte, come da figura.

Draw e la matita si muoverà, allora dovrete disegnare. Il disegno fatelo semplice, non serve fare cose complesse, basta che rendano l’idea. Pensate che sono stata battuta da dei bambini di 9 anni in questo gioco perché, nella testa adulta, si tende ad aggiungere particolari mentre loro erano molto più semplici.

Se sospendete per qualche attimo il lavoro il computerino rappresentato da quella mascherina con due cerchi blu e il trattino, scannerizzerà e vi darà il responso. Se vi va bene la carta andrà nello spazio a sinistra dandovi un bel grasso punto.

Si hanno cinque carte a turno e 60 secondi in tutto per disegnarle tutte e 5. Sfidate i vostri bambini, amici, nipoti e chi volete e ridete assieme. Io ci ho giocato con i bambini in classe, durante una ricreazione. All’inizio si sono avvicinati due bambini, dopo è diventato praticamente un gioco di classe.

Penso si possa fare con la Lim se è collegata al PC e il touch screen funziona correttamente. Potrebbe essere un’interessante attività di classe così come un gioco in famiglia, a voi la scelta. Sarà divertente vedere come i bambini in questo gioco riescono a battere gli adulti.

Per oggi è tutto, spero solamente di avervi suggerito un’attività divertente per passarvi qualche ora assieme.

Buona fine estate

La vostra

Maestra Imperfetta

P.S. scrivetemi a diariodiunamaestra@gmail.com se volete suggerirmi argomenti, segnalarmi novità o curiosità o semplicemente condividere le vostre esperienze e riflessioni.

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Esercizi per maestre (e non): 3- gelato!

Pomeriggio assolato, fa caldo, siete in spiaggia o al mare o a casa e magari tutti si fanno la pennichella del pomeriggio (due bolas..) ma voi sonno non ne avete proprio e non riuscite nemmeno a dormicchiare. Magari siete di quelli che, come il mio partner, se dormono di pomeriggio, si svegliano poi più incavolati che mai e pronti a prendersela col mondo intero.

Magari il caldo vi sta pure impedendo di leggere, ma succede e questo non deve farvi certo venire sensi di colpa.

C’è il quadernetto o sketchbook e la biro che vi guardano e vi invitano, perché no, a dedicargli due minuti. E allora apritelo e stavolta disegnamo…un gelato! Che sia confezionato o artigianale, in coppetta o cono, il gelato è il grande protagonista dell’estate. E non dite “ma io preferisco la granita” che altrimenti siete dei guastafeste.

Scherzo ovviamente, piace anche ma la granita, e questo non ci impedisce certo di disegnarla, lei e il gelato…anzi…i gelati.

Chiudiamo gli occhi e torniamo indietro all’ultimo gelato mangiato…era in vaschetta? Coppetta? Cono? Gelateria o preconfezionato? Il mio era del marchio Conad “sapori e idee”, al cioccolato di non so quale paese sudamericano o presunto tale, ma bello fondente (non mi pagano per questa pubblicità assolutamente indiretta) come piace a noi. Non ce l’ho davanti e non lo prenderò, ma lo disegnerò “a memoria”.

Provateci dai, non deve mica essere perfetto. Se poi vi sentite annoiati potete aggiungere qualche ombreggiatura, perché no.

Ora che ho disegnato il gelato assaggiato dal mio partner (per non sentirmi in colpa) voglio provare a disegnare un altro gelato che ho mangiato nei giorni scorsi. Il Nui con le noci Macadamia australiane e il caramello salato per esempio. Lo disegnerò nella stessa pagina del gelato della Conad, ma se volete potete farlo in un’altra pagina.

Io adoro il caramello salato, me ne sono innamorata nel mio primo viaggio in Normandia a Mont Saint Michel.

Non sapete come riempire quella pagina? Potete aggiungere disegni di coppette o coni, magari cercando di ricordare i gusti che avete gradito e scrivendo nome e indirizzo della gelateria dove l’avete presi (si, per quello potete usare google, tripadvisor etc.). Ovviamente, potete anche qui aggiungere dettagli scritti, il quaderno, così come lo sketchbook sono diari, e nessuno obbliga a scrivere e basta, potete benissimo anche solo disegnare o combinare entrambe le cose. Insomma, ricordate che potete colorare, non colorare, scrivere qualsiasi cosa che vi venga in mente, dall’ode al gelato al ricordo che vi rievoca, fino ad un banale scontrino incollato o il gusto del gelato.

Ho inserito il cono al cioccolato che vendono in una gelateria vicina a dove abito. Questa gelateria ha dei gusti particolari, tra cui la violetta o variegati vari, ma non trovi sempre gli stessi gusti.

Io in questa pagina digitale ho voluto aggiungere qualcosa che non ho ancora provato, ma mi piacerebbe un giorno assaggiare, ancor più che ho amici siciliani che me ne decantano il gusto e la somma soddisfazione. Abbiamo a Genova una gelateria, graniteria, cui onestamente agli inizi non avevo dato molto credito, ma al solito la storia mi ha mostrato che non ho alcun fiuto per gli affari (infatti faccio tutt’altro lavoro per fortuna). Sono bravissimi ed hanno passato anche il test Siculo d.o.p., ossia hanno superato l’assaggio dei miei amici di cui uno nato e cresciuto in Sicilia che mi ha garantito che la loro colazione sicula è proprio come farla giù. Si trova a Genova nella bellissima cornice di Spianata Castelletto, se ci volete fare un salto merita anche la meravigliosa vista.

Bene, spero che questo “viaggio” fresco nei ricordi vi abbia fatto riempire la pagina in modo soddisfacente. E ora che si sono svegliati tutti, chiudete tutti e andate a far due passi e magari, perché no, prendetevi un gelato o una granita.

Alla prossima

la vostra…

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Fai da te del maestro, Impara a disegnare con me., insegnarte

Esercizi per maestre (e non): 2- fiori e piante

Fatto l’esercizio 1? No? potete farlo o passare a questo, il 2!

Come dice il titolo si tratta di fiori e piante. Ovunque voi siate, a meno che non vi troviate in mezzo alle dune del deserto, qualche fiore o pianta c’è. Magari anche dei fichi d’india!

Passiamo subito all’esercizio!

Arnesi:

  • Quaderno (righe, quadretti, sketchbook, quello che vi pare)
  • penna (gel, biro, stilografica, calligrafica…va bene tutto basta che vi piaccia)
  • tempo e voglia. Spedite i figli a giocare e prendetevi del tempo.

Vi trovate in un parco? In un giardino? Avete visto un fiore carino dal fioraio? In questo caso compratelo, fa bene al fioraio e al vostro umore.

Una volta deciso il fiore (o la pianta) da disegnare, prendetevi un paio di minuti, sedetevi da qualche parte, anche al bar, e…cominciate!

disegnate solo ed esclusivamente a penna, niente matita e gomma, non importa se fate errori. Gli errori rendono romantico tutto quindi ben vengano gli errori.

Come sempre potete decidere se dare una nota di colore o no. Per i principianti, e per i bambini, suggerisco il Fuumuui Set di acquarelli portatile acquistabile ad un prezzo irrisorio vista la durata (è dal 2019 che ce l’ho ed ancora devo finire di consumarlo).

Si può proporre ai bambini di disegnare alberi e piante nel cortile oppure portare dei fiori in classe (attenzione agli allergici, parlo da allergica) e farglieli disegnare. La LIM anche, se pure dal vivo secondo me fa tutt’altro effetto.

Al disegno si può come sempre aggiungere un pensiero, un ricordo, qualsiasi cosa di scritto, anche una poesia o un pezzo di poesia che ci viene in mente guardandolo o disegnando. Se non vi viene in mente niente di poetico…c’è sempre wikipedia e le informazioni sul fiore o pianta.

Ho una pessima grafia, ma tutto sommato è quello che mi caratterizza quindi scrivo lo stesso.

Potete mettere i vostri disegni sul gruppo facebook di Diario di una maestra oppure inviarmeli in modo che faccia un video o li pubblichi, o magari vi mando un commento, quello che volete. Ricordate che quello che conta è sempre divertirsi e rilassarsi quindi non pensate se piacerà o no il disegno, limitatevi a godervi l’atto e basta.

Al prossimo esercizio

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Esercizi per maestre (e non): 1- oggetti comuni!

E siam sempre qui, in casa con emergenza caldo fuori e barricati dentro. In realtà oggi sembra persino dar tregua, ma sento la nuvoletta fantozziana del docente che mi aspetta per farmi il dispetto come esco di casa.

Scherzi a parte, in questo giorno in cui attendo temperature più clementi resistendo alla voglia di gelato per non rischiare di non entrare più a Settembre nei jeans appena presi, mi sono fermata a pensare…e se proponessi degli esercizietti di disegno da fare assieme? Magari chi vuole li può mettere nel gruppo facebook o mandarmeli, o semplicemente farli e goderseli, d’altronde di un esercizio di disegno il fine non è il prodotto ma il piacere nell’esecuzione.

Sono capitata, al mio solito per puro caso, in uno di quei libri che acquisto e poi dimentico di aver acquistato perché finito in una coda di lettura che nemmeno nella Salerno-Reggio Calabria in piena alta stagione ed ecco qui che mi è venuta l’idea di proporvi esercizi. Liberi di non farli, ma tanto che avete da perdere? E magari diventa pure un simpatico passatempo sotto l’ombrellone o in montagna.

Arnesi (occorrente è bello, ma arnesi rende meglio) :

  • quaderno (quadretti, righe, bianco, sketchbook figo preso da negozio di belle arti, fate voi, a vostro gusto, ma non serve spender tanto)
  • matita e gomma o penna (nera). La penna può essere biro, gel, stilografica, quello che vi pare, basta vi piaccia scriverci e vi ci troviate a vostro agio. Evitate magari le penne mont blanc o costosissime che se le perdete in spiaggia poi…
  • occhi! I vostri ovviamente! Sono lo strumento essenziale senza il quale non potete far nulla.

ESERCIZIO 1 – linee continue

Scegliete un oggetto che vi è caro, cui siete affezionati, oppure un oggetto che vi siete portati dietro (vale anche il portavivande), persino la borsa frigo va bene. Scelto? Uno solo eh, per ora va benissimo uno. Non importa se ha una forma semplicissima, a voi basta disegnare.

Ho scelto la prima cosa alla mia destra cui sono particolarmente legata sentimentalmente in questi giorni.

Regola fondamentale: Non concentratevi sul disegno, se è bello, se piace, se ci sono errori, concentratevi piuttosto sul disegnare e basta, godetevi il momento.

Ora, osservate bene l’oggetto e disegnatelo cercando di staccare il minimo indispensabile la punta della penna dal foglio. Cominciate magari dal contorno dell’immagine seguendo con l’occhio mentre tracciate con penna. Passate quindi all’interno della figura. Non importano gli errori, non vi devono importare, disegnate su di essi.

Cercate di staccare la penna il meno possibile dal foglio! Se riuscite con un oggetto, provate a fare una composizione (un insieme di oggetti). Mettete per esempio la borsa frigo con la bottiglietta vicino e le ciabatte da mare.

Lo zaino da montagna con la bottiglietta e il cappellino.

Insomma scegliete voi.

Finito? Ebbene ora, bello o no, potete scrivere data, dove siete, con chi siete, magari qualche frase divertente origliata nell’ombrellone dei vicini o l’altezza e il nome del rifugio di montagna…se poi avete una scatoletta di acquarelli con voi, meglio ancora, due colori e via, senza essere grandi pittori, basta ricordarvi che bastano due tonalità dello stesso colore per dare un minimo di tridimensionalità. Non vi va di colorare? Non fatelo!

Per chi non si sente grande pittore ma vuole comunque provare a portarsi dietro qualcosina, io uso questo set portatile di acquarelli utilissimo di mezze pastiglie, ottimo anche per i bambini.

Fuumuui Set di Colori ad Acquerello portatile- clicca sull’immagine se vuoi guardare meglio ed acquistare

Bello o no è un ricordo migliore di una fotografia e vi farà sorridere quando lo rivedrete.

Potete proporre questo esercizio anche in classe, perché no, con i bambini! Aiuta ad esercitare l’osservazione e la coordinazione occhio-mano. Il risultato sarà senza dubbio divertente, ancora più se li sfidate ad alzare il meno possibile la penna dal foglio.

Al prossimo esercizio

la vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: insegnarte

Illumino di immenso…parte 2

Dopo un silenzio di una settimana (o due?) rieccomi col progetto “luci su Chartres”, che poi in realtà è luci e basta!

Al solito progetto qualcosa, mi piace, me ne innamoro e finisco per scontrarmi con mancanza di tempo, di risorse, pc su cui non posso installare nulla per fargli vedere il processo di videoediting…pazienza, interfaccerò la LIM col mio cellulare e amen, vedranno qualche foto dei miei marmotti, burocrazia improvvisa e lentezza dei bimbi…che quando programmi le cose per farle in un’ora te le fanno in cinque minuti e quando le programmi per occupare mezz’ora ci mettono sette giorni nemmeno dovessero costruire Roma.

Si, è vero che Roma non è stata costruita in un giorno…ma colorare un disegno già fatto non mi sembra poi richieda questo gran tempo.

Ad ogni modo, al 31 Maggio avevo i disegni solo di una delle classi, e di questa mancava uno. In due ore, non so come onestamente, ho avuto i disegni di tutta l’altra classe e i due (ero convinta fosse uno ma mi ero scordata una bambina assente quando ho fatto l’attività).

Non so onestamente come ho fatto ma, come al solito, sono riusciti a sorprendermi finendo tutto…forse sarà stata l’invitante prospettiva di mettere i loro lavori sul mio blog, pur nel rispetto della loro privacy ovvio, e anche il far vedere il video ai genitori…chissà! Insomma, han finito tutto il 1 Giugno ed il 2 l’ho passato a pulire un poco le immagini (specialmente da segni di matita fatti sullo sfondo per vedere come era il colore…) per aggiustare le trasparenze, montare il video cercando la musica adatta e inviarlo secondo canali preferiti e comodi ai genitori.

Buona visione…siate clementi, ricordate che sono bambini, ma si sono impegnati al massimo (non tutti ok, ma pazienza) e che, a mio parere, han fatto dei bei lavori.

La vostra

Maestra Imperfetta

Pubblicato in: Impara a disegnare con me., insegnarte

Illumino di immenso…

Giorno in cui dovremmo fare tecnologia ma, al mio solito, non ho idee e non rimango in schemi. Dopo una serie di lezioni sui dispositivi di sicurezza per le malattie (storia e composizione delle mascherine), ecco che mi arriva la domanda dai pargoli.

“Maestra ma se tu non sei credente, perché entri in chiesa?”

Eccezion fatta per celebrazioni di varia natura in cui sono invitata e cui partecipo comunque volentieri, entro in chiesa, così come in qualsiasi luogo di culto, per motivi storici, artistici e architettonici. Il bello non conosce religione, etnia, il bello è bello e punto!

Parlando così di chiese che mi hanno colpita, per fare un esempio, ecco che mi torna alla mente la meravigliosa cattedrale di Chartres. Una meraviglia tecnologica dei tempi in cui fu costruita (nel XI secolo circa) fu poi distrutta da un incendio nel 1194 e ricostruita immediatamente, completata dopo sessanta anni di lavori. Molte sono le cose che rendono straordinaria questa cattedrale, la prima tra tutte fu che ogni persona di ogni classe sociale contribuì alla ricostruzione dell’edificio (che conservava e conserva il velo che, si dice, fu della Madonna e che miracolosamente non si bruciò nell’incendio). Le meravigliose vetrate all’interno della cattedrale furono donate dalle corporazioni di artigiani, raffigurate in esse a testimone per i posteri.

Nessuno diresse i lavori ma tutti lavorarono a gruppi per un unico obiettivo.

Le vetrate sono così belle e così colorate che ad una certa ora, quando il sole cade su esse, si creano bellissimi effetti di luce all’interno dell’edificio, che meravigliavano allora come adesso.

Ma cosa c’entra con la tecnologia? Ebbene l’utilizzo della luce sul vetro per creare effetti “magici” all’interno della cattedrale, mi ha ispirato per far vedere loro gli effetti di luce che si possono ottenere oggigiorno con moderni proiettori opportunamente sistemati negli edifici circostanti la cattedrale. Seguitemi, perché non a caso faccio vedere questi capolavori tecnologici.

Di seguito lascio i video più belli trovati sul web di giochi di luce fatti nelle estati di Chartres.

Ed ecco che, guardando i loro volti meravigliati provo quella sensazione piacevole e gratificante che provo sempre nel fargli scoprire cose nuove.

Un bambino mi domanda “maestra, ce la fai disegnare?”

E figurarsi se dico di no! Ma voglio ovviamente di più e così mi viene in mente di arricchire l’attività del disegno personale sul loro quaderno artistico con un disegno ulteriore, stavolta fatto da me, su cui dovranno creare un gioco di luce.

Dovranno creare il loro gioco di luce e, in seguito, ritaglieremo la cattedrale, la metteremo su un cartoncino nero e fotograferemo ogni cattedrale per poi montarla in un video con musica usando un software gratuito su cellulare o assieme su LIM.

Da PC io uso Openshot Video Editor, intuitivo e gratuito. Credo sia un bel lavoro, loro ne sono entusiasti, ma bisogna spiegare loro che devono vedere qualche video e non basta uno solo perché più ne vedono più materiale hanno cui ispirarsi. Se non conosci hai meno materiale cui attingere per esprimerti in modo originale.

Il risultato? Ve lo farò vedere se mi autorizzano, inserendolo qui e nella gallery.

A presto

la vostra

Maestra Imperfetta